Gotuzzo, parte una raccolta di firme

Spilimbergo: petizione per impedire il collocamento in pensione del primario di chirurgia

SPILIMBERGO. Dalla parole ai fatti. Così, da ieri, con “base” al bar “Al Centro”, proprio dinanzi all'ospedale civile di Spilimbergo, un comitato spontaneo di cittadini si è attivato in una raccolta firme da indirizzare al direttore generale dell’Azienda ospedaliera Santa Maria degli Angeli, Luciano Zanelli, all’assessore regionale alla Salute, Maria Sandra Telesca, al sindaco della città del mosaico, Renzo Francesconi, e ai sindaci dei Comuni del mandamento spilimberghese, allo scopo di sensibilizzare le autorità, in merito a una vicenda che sta tenendo banco negli ultimi giorni: la mancata concessione della proroga, per altri due anni, ad esercitare il suo ruolo di primario, nel reparto di Chirurgia dell’ospedale cittadino, al dottor Luigi Gotuzzo, in pensione dal 1º luglio, senza che vi sia stata l’indicazione di un successore e senza indire un bando di concorso per il sostituto.

Una proroga stoppata impietosamente dalla legge Fornero, stando almeno alle motivazioni addotte da Zanelli sull’impossibilità di un rinnovo dell’incarico per il raggiungimento dei termini anagrafici (65 anni) e di servizio (40 anni di attività) destinata a ridurre drasticamente la chirurgia, trasformandola in un reparto di solo day surgery. Un ostacolo che, potrebbe essere aggirato, proponendo al professionista una forma di collaborazione giuridicamente diversa che consentirebbe non solo agli utenti ed ai tanti pazienti di poter contare sulla professionalità e sull’umanità di Gotuzzo ma al tempo stesso di poter consentire al primario di Chirurgia, vista la riorganizzazione in atto degli ospedali della destra Tagliamento destinati a fare parte di un’unica Azienda, grazie alla sua esperienza, di potervi contribuire, salvaguardando all’interno di questo percorso la tutela al diritto alla salute degli abitanti di un territorio già fortemente penalizzato. Da qui la sottoscrizione di firme nata con l'obiettivo di chiedere la riconferma di Gotuzzo, a garanzia anche della funzionalità dell'ospedale, che in queste ultime ora sta soffrendo nuove emergenze.

È imminente la chiusura, vista la scarsità di medici in organico, dell’ambulatorio oncologico: ciò significa che per effettuare le sedute di chemioterapia i pazienti dovranno raggiungere l’ospedale di San Vito al Tagliamento e altrettanto critica è la situazione in pronto soccorso con solo 8 medici che agiscono a turno su Spilimbergo e Maniago, presidio quest’ultimo dove manca anche la figura dell’anestista.

Guglielmo Zisa

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto