Zampa, un capopopolo nell’occhio del ciclone

UDINE. Sempre in prima fila, sempre in testa alle proteste. Un leader, un capopopolo, una sorta di Masianello in salsa friulana. Un personaggio che, da quando è assurto alla notorietà, ha sempre diviso nettamente l’opinione pubblica tra strenui difensori e detrattori, tra chi lo giudica un puro e duro e chi, invece, un opportunista, tra quanti sono pronti a scommettere sempre e comunque sulla sua probità e quelli che di fronte al suo nome hanno sempre storto il naso.
Fondatore del Cospalat, nel febbraio del 1998, Renato Zampa, 52 anni, di Pagnacco, si impose immediatamente come il capo indiscusso dei circa 200 produttori di latte del Friuli Venezia Giulia che avevano deciso di aderire al nuovo movimento.
Un movimento che, alla pari di altre azioni sviluppatesi in diverse regioni italiane, aveva dato vita a clamorose proteste, tra cui un’asta di bovini e un corteo di 200 trattori a Codroipo, sostenendo che il mercato del latte dovesse «appartenere a chi lavora e produce» e rivendicando di «poter controllare le future scelte in agricoltura». E lui era e rimase il faro di questo movimento.
Guardato con diffidenza dalla politica, Zampa non ha mai potuto contare neppure sull’incondizionato appoggio della Lega Nord friulana che pure ammiccava, a livello nazionale, al Cospalat. Anzi, più volte finì nel mirino di attacchi del “fuoco amico” padano. In particolare, gli screzi più marcati, più frequenti, erano avvenuti soprattutto con l’ex assessore all’Agricoltura, Claudio Violino. Tra questi e Zampa non c’era feeling, il dialogo languiva e così era più probabile il reciproco ostracismo. Più volte, durante la “rivolta” degli allevatori e soprattutto quando l’ex leader maximo, Umberto Bossi, piombava in Friuli, Zampa chiedeva udienza a nome del movimento di cui era il leader.
Ma, come detto, non aveva mai trovato sponda facile nei leghisti. Che ieri si sono un po’ squagliati come neve al sole, forse per evitare di riaprire vecchie polemiche. Ma il silenzio è sceso anche su Cospalat, nei cui uffici della sede regionale è stato impossibile trovare qualcuno pronto a spendere due parole sull’inchiesta. Ma il braccio di ferro più duro, più ostico anzi, a tratti cattivo, è stato certamente quello con la Coldiretti, nemica giurata dei Cospalat e che ieri, non appena si è diffusa la notizia dell’arresto di Zampa, ha inneggiato all’operazione condotta dal Nas di Udine contro Cospalat del Fvg. La Coldiretti ha alle spalle quasi vent’anni di reiterate denunce anti Cospalat. Da qui la reazione durissima di ieri affidata a un comunicato stampa il cui contenuto riportiamo in altra pagina di questo giornale.
Esuberante, poco propenso alla mediazione, istintivo, diretto, Zampa in questi anni ha comunque creato una realtà economica, produttiva e commerciale che annovera tanti estimatori, soprattutto tra i consumatori. Sono 17 infatti i punti vendita di Cospalat in Friuli Venezia Giulia. Ieri pomeriggio, in quello di Pagnacco, di proprietà dello stesso Zampa, tutto girava come al solito, con le commesse sorridenti e gentili. Tuttavia, il sindaco di Pagnacco, Gianni Ciani, non nasconde le sue preoccupazioni per i contraccolpi che potrebbero subire i produttori che forniscono il latte all’azienda dello stesso Zampa. «È un problema da prendere in considerazione immediatamente – afferma –, sperando che non diventi grave. Mi chiedo cosa faranno ora questi produttori. Davvero speriamo che vada tutto bene».
Zampa è stato arrestato ieri per il problema delle aflotossine. Già in passato aveva subìto un processo che lui stesso aveva voluto per una fornitura alla Granarolo che conteneva aflotossine. Ma era stato assolto. E c’è di più, quasi un’ironia della sorte. Lo stesso Renato Zampa per conto della Cospalat del Fvg si era fatto vessillifero di un intervento di controllo nei confronti di un camion di latte con valori alti di aflotossine. Nell’occasione erano poi scattate ulteriori verifiche in collaborazione con Azienda sanitaria e carabinieri del Nas, in modo - aveva precisato allora Zampa – «di garantire come sempre un prodotto sicuro e di qualità».
Con l’arresto di ieri, Zampa ha nuovamente spaccato in due l’opinione pubblica tra quanti assicurano che tutto finirà in una bolla di sapone e quanti, invece, lo additano come una sorta di avvelenatore della comunità.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








