Mamma muore a 34 anni: autopsia

Udine, Diletta Romanello era stata ricoverata da poche ore in ospedale, la famiglia vuole chiarezza. Lascia un bimbo di 3 mesi

UDINE. Il suo sogno più grande si era realizzato il 4 marzo scorso, quando Gioele era venuto alla luce. Per lui aveva affrontato una maternità difficile, con un cuore che, a dispetto della sua giovane età, faceva le bizze. Diletta Romanello estetista udinese di 34 anni, non sapeva ancora di avere solo pochi giorni per abbracciare il suo piccolo angelo accanto al compagno Simone.

Quella giovane mamma si è spenta lunedì all’ospedale di Udine. Quella morte, intervenuta per arresto carciocircolatorio alle 3 del mattino, è costellata da interrogativi. Sarà l’autopsia a chiarirne le reali cause e a verificare se vi siano responsabilità a carico di terzi.

Una storia non facile quella di Diletta, che lascia nel dolore i fratelli Rudi, Jessica e Sharon, lo zio Roberto, la mamma Donatella, il compagno Simone e il piccolo Gioele che ancora non sa di aver perso la sua mamma, ma già la cerca disperatamente.

Aveva studiato per diventare estetista Diletta, una professione che le piaceva. Cinque anni fa aveva trovato l’amore della sua vita, Simone Verona, e con lui si era stabilita nella palazzina dell’Ater al civico 9 in via della Roggia. E poi aveva cominciato ad accarezzare il sogno di diventare madre. Ma un paio di anni fa, era stata colpita da una violenta infezione ai denti che si era propagata velocemente. In seguito, i medici le avevano diagnosticato un’endocardite e l’avevano sottoposta a un delicato intervento a una valvola cardiaca. A distanza di tempo lei aveva cominciato a stare meglio e, assieme al compagno, aveva deciso di concretizzare finalmente il suo sogno di diventare madre tanto che ha chiesto all’Ater di poter avere un appartamento più grande, a misura di bambino.

«Il 4 marzo scorso è nato il nostro Gioele - racconta con un filo di voce il compagno di Diletta – purtroppo un paio di giorni dopo, suo padre che lavorava alla Safau è morto, stroncato da un tumore e per lei è stato un colpo durissimo, ma fisicamente stava bene. Fino a che non si è sottoposta ad alcune cure dentarie, con relative estrazioni, e una settimana fa ha cominciato a sentirsi affaticata, si lamentava a causa di alcuni dolori al collo poi alle gambe, fino a che faceva fatica a caminare, eppure continuava a tenere in braccio il bambino, fino a quando, nella notte di fra domenica e lunedì si è sentita male e abbiamo chiamato l’ambulanza, aveva delle macchie scure ai piedi e temevo che si trattasse di trombi. È stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Udine – continua Simone Verona – ma dopo qualche ora è morta».

La sua immagine, più che mai viviva nel cuore delle persone che le hanno voluto bene, resta indissolubilmente legata al suo amore per gli animali e a quel sogno di essere madre, diventato realtà, solo per una manciata di giorni.

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