Ospedale di Pordenone, trascurata l’opzione Mittica

PORDENONE. Gli ingredienti della classica vicenda di (mala) gestione del patrimonio pubblico ci sono tutti: una caserma che l’Esercito potrebbe abbandonare, un altro sito dove accorpare i reparti che giorno dopo giorno sta finendo nel degrado, un ospedale che potrebbe trovare il suo naturale sviluppo in un lotto che si trova dall’altra parte della strada invece di urbanizzare un altro pezzo di città; costi di gestione determinati dall’indecisione altissimi per la Difesa. I tasselli del mosaico incompiuto hanno come tema una diversa destinazione per la caserma Mittica di via Montereale occupata dall’Ariete.
Da anni, nei colloqui informali, si prospetta la dismissione dell’immobile. Un’ipotesi tanto concreta che l’amministrazione Bolzonello, alla fine del secondo mandato, decise, con la variante dei servizi, di vincolare l’ambito a uso pubblico con la salvaguardia del verde.
Una “blindatura” giustificata dal fatto che voci ricorrenti da Roma - il ministro alle Finanze allora era Giulio Tremonti - parlavano di una dismissione a titolo oneroso e quindi il pericolo era che si realizzasse una speculazione immobiliare.
Poco più di un anno fa l’attuale sindaco, Claudio Pedrotti, riferì di colloqui informali coi vertici dell’Ariete che confermavano la disponibilità ad abbandonare la caserma se le istituzioni si fossero impegnate a rilanciare la Monti in Comina, oggi pressoché abbandonata, tranne per un deposito concesso al comando americano di Aviano (vincolo che aveva fatto sfumare la realizzazione del nuovo ospedale proprio in quel sito, ipotesi verificata dall’allora sindaco Bolzonello e da Giovanni Zanolin).
Sono passati oltre 12 mesi è non è stato compiuto un passo in avanti. In più il piano di tagli alle spese per la Difesa adottato dal Governo Monti ha sancito che le tre brigate Folgore, Friuli e Ariete passano sotto il comando della divisione Mantova basato a Firenze. Con la cancellazione del 1° Fod di Vittorio Veneto 200 militari verranno trasferiti a Padova quale comando interregionale.
Ne restano 300 distribuiti tra le caserme di Treviso e quelle dell’Ariete, inclusa la Mittica. Quest’ultima, però, ha una capacità d’accoglienza limitata perché un terzo delle palazzine è inagibile. Una condizione che provoca costi di gestione altissimi per un immobile sproporzionato rispetto ai meno di 500 militari presenti (le migliaia di reclute del battagliamento addestramento negli anni Settanta e Ottanta sono uno sbiadito ricordo del passato).
Quale migliore condizione per contrattare un nuovo destino a beneficio dell’ospedale che potrebbe cantierare il nuovo padiglione previsto dal progetto Illy proprio nell’area della Mittica che, come si vede dall’immagine che pubblichiamo, si estende su un’area molto grande? In questo modo il polo ospedaliero resterebbe in centro e collegato con la cittadella della salute da realizzarsi nell’ex caserma Martelli di via Montereale.
E invece? Nulla si muove. Si temono tempi lunghi per la dismissione, si promettono interessamenti, la palla passa da un’istituzione all’altra. I vertici dell’Ariete rimandano all’Agenzia del Demanio, questa alle scelte ministeriali. Una palude dove affondano le migliori intenzioni. Così 2 caserme, costate milioni di euro, giorno dopo giorno cadono a pezzi e si cementifica un ulteriore ambito del capoluogo.
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