Biomasse, le minoranze al sindaco: parliamone in consiglio

SEDEGLIANO. Nonostante le rassicurazioni, sollecitate e consuete, della società costruttrice della centrale a biomasse i cui lavori sono stati cantierati alla fine di marzo, prevalgono nella cittadinanza di Sedegliano preoccupazioni e dubbi sul futuro dell’impianto. Preoccupazioni di cui le minoranze si sono fatte portavoce e hanno richiesto una convocazione straordinaria del consiglio comunale per discutere e puntualizzare alcuni aspetti dell’iter progettuale e realizzazione dell’impianto di 25 Mw termici per un investimento di 40 milioni. In risposta, come reso noto dai consiglieri, il sindaco propone ai richiedenti «per economia di procedimento» di inserire l’argomento nel prossimo consiglio, in quanto il regolamento per il funzionamento dell’assemblea civica «non prevede una riunione della stessa “entro il termine stabilito dall’articolo 9”».
Domani mattina in piazza Roma, dalle 10 alle 13, Marco Molaro rappresentante del comitato contro l’impianto, carte alla mano, spiegherà ai cittadini le parti ritenute “oscure” di questa vicenda. Vicenda nota per la sua complessità che è iniziata nel giugno del 2008 quando il Comune ha reso disponibile alla Fire Energy il lotto nella zona industriale di Pannellia. Attualmente area in parte cantierata e adibita a seminativo; ma i lavori sono fermi da tre mesi e la gente si chiede come mai.
Nella relazione illustrativa allegata alla richiesta dalle minoranze gli argomenti toccano vari punti della situazione: il progetto che sembra diverso da quello presentato a suo tempo in Provincia è uno di questi. Richiesta di chiarimento da noi inoltrata ad Aldo Mazzadi, direttore Finanziario e Progetti di Futuris spa - società che ha acquisito, nel dicembre 2011, la totalità delle quote di Fire Energy srl che realizzerà il progetto della centrale a biomasse che nel settembre 2011 ha ottenuto l’autorizzazione unica integrata -, il quale in una sua nota spiega che «la Fire Energy srl ha introdotto alcune migliorie di progetto che hanno consentito di ridurre il livello garantito delle emissioni in atmosfera al di sotto di quelle autorizzate nel 2011. Queste migliorie – spiega Mazzadi - che sono state introdotte in sede di progettazione esecutiva sono solo affinamenti progettuali normali che non hanno comportato alcuna modifica al progetto che rimane sempre quello autorizzato dalla Provincia».
Maristella Cescutti
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








