No al cavalcavia, raccolta firme nell’area di via Vespucci

FIUME VENETO. Ha riscosso 57 adesioni, la raccolta firme promossa da Lino Boer e Tito Tius, due cittadini di Fiume Veneto che abitano in via Vespucci, per chiedere alla Regione di non accogliere le...

FIUME VENETO. Ha riscosso 57 adesioni, la raccolta firme promossa da Lino Boer e Tito Tius, due cittadini di Fiume Veneto che abitano in via Vespucci, per chiedere alla Regione di non accogliere le richieste del comitato Ponte Meduna, che da tempo auspica la realizzazione di un cavalcavia per risolvere i problemi successivi alle opere realizzate nel tratto di statale 13 a cavallo tra la rotonda di Pian di Pan e Ponte Meduna.

I promotori giudicano non soltanto inutile, ma anche controproducente («costerebbe molto, servirebbe a pochi e il risparmio per questi non sarebbe di certo considerevole»), la costruzione di un cavalcavia. Oltre a bocciare un’eventuale opera di tale natura, i firmatari propongono alla Regione soluzioni alternative, prima fra tutte la realizzazione di un nuovo ponte sul Meduna, ma anche il rafforzamento della linea rossa («attualmente siamo isolati») e una serie di altri interventi, finalizzati in primo luogo a garantire una maggior sicurezza a chi vive a ridosso della Pontebbana.

«Siamo stanchi: già abbiamo dovuto subire le conseguenze di lavori che mi pare non abbiano avuto effetti benefici nemmeno sulla circolazione – ha detto Boer –. Francamente, quello del cavalcavia ci sembra un progetto assurdo, soprattutto pensando ai tanti milioni di euro già spesi, alle ricadute sull’ambiente e, di conseguenza, su chi vive nei pressi della Pontebbana». E ha aggiunto: «Attraverso la raccolta firme promossa da me e da Tito Tius, intendiamo sensibilizzare la governatrice Debora Serracchiani rispetto alle nostre istanze, che sono dettate unicamente dal buon senso». (m.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto