Turismo, ok il Giro «ma deve fermarsi una notte in Carnia»
TOLMEZZO. Positivo dal punto di vista turistico e di immagine il passaggio del Giro d’Italia in Carnia. «Abbiamo avuto turisti provenienti da ogni parte del mondo, che anche quest’anno – dichiara il primo cittadino di Sutrio Manlio Mattia – hanno riempito l’albergo diffuso». Un ritorno in chiave turistica a livello mondiale, con gruppi di americani giunti dalla California per l’occasione. «Non grandi numeri, ma ormai ospiti fissi, che ritornano spesso». Il turismo delle bici, per Massimo Peresson di Carnia Welcome, ha un movimento autonomo, che non si riesce a proporre con gli standard dei pacchetti turistici. «Gruppi di ciclisti arrivano sullo Zoncolan in ogni stagione, in particolare da Veneto, Austria e Slovenia. Lo Zoncolan è un buon viatico all’immagine turistica e di conseguenza all’economia della Carnia». Peresson propone che per il prossimo passaggio sullo Zoncolan si adotti quanto accaduto quest’anno sul Montasio: «Sinora sullo Zoncolan abbiamo visto solo l’arrivo, la ripartenza è avvenuta a centinaia di chilometri di distanza. Più opportuno che la kermesse del Giro si fermi almeno per una notte in Carnia, sullo Zoncolan o nei comuni limitrofi, facendo pernottare ciclisti, staff, collaboratori e fan in loco».(g.g.)
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