Sfugge allo stupro, tunisino a giudizio

PORDENONE. L’aveva bloccata e palpeggiata, lei si era divincolata dopo averlo schiaffeggiato. Lui si era allontanato, era tornato e aveva ricambiato lo schiaffo prima di fuggire. Era il 15 marzo 2010 e questo episodio era accaduto in prossimità della stazione ferroviaria di Pordenone.
Samaali Mohieddine, 38 anni, tunisino formalmente residente a Chions e raggiunto da un provvedimento di espulsione, era stato identificato poco dopo dalla polizia di Stato e denunciato, sospettato di essere colui che aveva aggredito la donna. In un frangente piuttosto delicato, dal momento che in quei giorni erano stati registrati diversi episodi, nella stessa zona.
Il trentottenne è sospettato di essere il presunto responsabile di quella specifica aggressione. Ieri è stato rinviato a giudizio per le ipotesi di reato di violenza sessuale e lesioni. Il processo, davanti al tribunale collegiale, comincerà il 25 ottobre.
L’uomo, secondo il capo di imputazione, agendo in maniera repentina, avrebbe bloccato la donna, costringendola a subire atti sessuali, palpeggiamenti, toccandola insistentemente. Lei, che aveva subito lesioni ad un labbro e contusioni, era riuscita a divincolarsi, dopo averlo schiaffeggiato. Lui si era allontanato, salvo poi tornare e restituire lo schiaffo. Poco dopo era stato identificato dagli agenti della polizia.
Il tunisino non è nuovo alle cronache. A febbraio era stato sorpreso all’interno dell’oratorio della parrocchia del Beato Odorico, nel cuore della notte, rannicchiato sotto un banco: per quella vicenda aveva chiesto il rito abbreviato, la cui udienza è fissata per il prossimo anno.
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