Comune riciclone un valzer di cifre
PORCIA. La Provincia “premia” Porcia con un contributo, attestandole un 84,44 per cento di raccolta differenziata (dati del 2010) ed attribuendole il secondo posto tra i Comuni “ricicloni” del Pordenonese. Ma secondo i parametri di Legambiente, il territorio purliliese non è così virtuoso. Tra i 158 Comuni del nord Italia con più di 10 mila abitanti che hanno relazionato all’associazione ambientalista sull’andamento della raccolta rifiuti, Porcia si è classificata solo al 79° posto, staccata di gran lunga da altri centri della destra Tagliamento come Fiume Veneto (33° posizione), San Vito (37°), Azzano Decimo (40°), Sacile (48°) e Fontanafredda (60°), i quali nonostante una differenziazione inferiore, presentano un “indice di buona gestione” nettamente migliore. Questo valore è calcolato sulla base di molteplici indicatori, tra i quali, oltre alla percentuale di differenziazione (che resta il dato più importante e che per il 2012 vede Porcia all’82,7%), vengono considerati, tra gli altri, la produzione pro capite di immondizia e delle principali frazioni destinate al riciclo e la separazione dei rifiuti urbani pericolosi. Questo indice per Porcia si attesta al 57,32: per fare un raffronto, si consideri che il Comune primo nella graduatoria di Legambiente è Preganziol con l’85,5 e il “fanalino di coda” è Porto Viro (Rovigo) con il 39,92.
Balza agli occhi la virtuosità della vicina provincia di Treviso, che occupa con i suoi comuni le prime 17 posizioni. A penalizzare Porcia, il conferimento indifferenziato di carta, metallo, legno e plastica nel cassonetto del “multimateriale”, destinato all’impianto automatizzato della Snua ad Aviano. Non si tratta, dunque, di una raccolta differenziata sufficientemente “spinta” da soddisfare i parametri di Legambiente. «L’ufficio ambiente del Comune a cui mi sono rivolto in passato non ha saputo fornire alcun dato su quanta parte del multimateriale conferito finisca alle filiere specializzate del Conai o sia venduto come materia prima da riciclo, e quanto finisca in discarica – rimarca Antonio Tallon, il quale ha segnalato la discrepanza tra i dati di Provincia e Legambiente – Solo con queste informazioni si potrebbe effettuare una comparazione corretta con i Comuni che hanno adottato una politica di differenziazione più spinta».
Miroslava Pasquali
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