Rottura alla Danieli, nuovo sciopero

BUTTRIO. Non si tratta più. Il mandato che le assemblee dei lavoratori hanno affidato alla rappresentanza sindacale unitaria è perentorio: o la proposta di mediazione avanzata dalle maestranze sarà accettata da Danieli oppure un nuovo sciopero sarà inevitabile.
A meno di un’apertura in extremis da parte dell’azienda i 150 lavoratori del reparto macchine utensili sono pronti a incrociare le braccia già stanotte, dalle 24 alle 6 di domani mattina, e se necessario anche il prossimo lunedì, quando lo sciopero potrebbe investire tutto lo stabilimento per l’intera giornata, con tanto di presidio permanente fuori dai cancelli dell’impresa.
Concluso il valzer delle assemblee la vertenza dunque s’inasprisce. A volere così sono proprio i lavoratori che hanno deciso di mandare alla direzione di Danieli un segnale chiaro. «Le maestranze – spiega Edgar Banja, delegato Rsu di Fiom Cgil – mi hanno chiesto di sostenere una proposta di turnazione che è l’esatta via di mezzo tra il vecchio orario di lavoro e quello introdotto d’imperio dall’azienda lo scorso lunedì. Non digeriranno altre soluzioni e finché l’azienda non si deciderà ad accettare andranno avanti con la protesta».
Nel mirino c’è la sesta notte di lavoro che Danieli ha introdotto una settimana fa senza consultare i delegati. Una notte in più che azzera di fatto la domenica, dovendo i dipendenti di turno la sera dedicare l’intera giornata al riposo. Nel corso di quattro assemblee consecutive i 150 operai del reparto macchine utensili hanno votato a larga maggioranza la nuova proposta di turnazione che a loro giudizio è una perfetta mediazione tra l’attuale e il vecchio orario.
«Lo è – aggiunge Banja – per quanto riguarda le ore di produttività: erano 138 al mese, oggi sono 144 e noi proponiamo di portarle a 141. Ma anche per quanto riguarda l’accavallamento dei turni: era di mezzora, oggi è stato azzerato, noi diciamo di portarlo a 15 minuti». Stando alla turnazione ideata dai lavoratori, anziché alla mezzanotte di domenica il primo turno dovrebbe attaccare alle 6 di mattina, l’ultimo finire alle 3 di domenica notte.
«Se contiamo che prima si staccava a mezzanotte di sabato è evidente che i lavoratori ci rimettono comunque una parte del loro tempo libero – rivendica Banja –, ma hanno accettato questa soluzione a malincuore coscienti che in una trattativa non semplice come questa era opportuno fare qualche passo avanti per andare incontro alle richieste dell’azienda». In questo senso la proposta che prevede 141 ore di produttività rappresenta però un punto limite. Oltre quello i lavoratori non sono disposti ad andare. E anzi, qualcuno avrebbe voluto concedere di meno come i sette operai che in assemblea hanno votato contro la proposta, avallata invece dagli altri 143.
Con un suffragio del 95% degli interessati, ieri mattina la Rsu ha avuto un nuovo incontro con la direzione, concluso con un nulla di fatto. «Le riserve da parte dell’azienda rimangono», ha fatto sapere il delegato di Fiom, astenendosi dall’entrare nel merito della contesa che pare riguardi una sola ora di produttività. La forza lavoro concede 141 ore? L'azienda ne vorrebbe 142. Sessanta minuti che i lavoratori si preparano a difendere con i denti, a suon di scioperi e presidi.
Come detto, il primo è previsto per questa sera. Se dalla direzione non ci saranno novità positive, i lavoratori presidieranno l’esterno dello stabilimento produttivo di Buttrio a partire dalle 22 e per un paio d’ore torneranno a sventolare le bandiere del sindacato. Poi scatterà lo sciopero, in corrispondenza con l’inviso primo turno di notte, dalle 24 di stasera alle 6 di domani. L’agenda della protesta guarda però già oltre, fino a lunedì 27 maggio, quando lo sciopero sarà proclamato per l’intera giornata e investirà tutto lo stabilimento produttivo di Buttrio.
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