Orso nel Maniaghese, via alle operazioni di cattura

In trappola per motivi scientifici: la forestale vuole studiarne i comportamenti. In provincia gli avvistamenti certi del plantigrado sarebbero stati almeno tre

MANIAGO. AI tempi sembrano maturi: dopo il plantigrado del Tarvisiano, catturato mercoledì, potrebbe finire presto in trappola anche uno degli esemplari di orso che dominano le valli e i monti del Maniaghese e che si sono da poco risvegliati dal letargo, come aveva annunciato la direzione regionale alle risorse forestali, che a inizio aprile aveva rilevato la presenza di orme in alcune zone della Val Cellina e Val Colvera, tra Pala Barzana, Malga Raut e la Val Pentina.

La cattura del plantigrado, per scopi scientifici, sospesa in novembre perché l’animale era andato in letargo, potrebbe quindi concretizzarsi nel breve periodo: Stefano Filacorda, ricercatore del dipartimento di Scienze agrarie e ambientali dell’università di Udine, che lo scorso ottobre era al lavoro col Corpo forestale di Barcis e Maniago per intrappolare momentaneamente l’animale, ha annunciato che si sta valutando l’area in cui concentrare l’attenzione per effettuare l’operazione di cattura.

In regione ci sono infatti almeno tre orsi stabili. La continuità è una delle condizioni base per intrappolare il plantigrado, come aveva precisato Filacorda, il quale ha sottolineato come rappresenti già un dato interessante il fatto che tre animali siano rimasti residenti nel territorio friulano. Una volta accertata la frequentazione costante dell’orso in una determinata zona si procederà con la cattura e sono in corso di valutazione anche i mezzi con cui essa verrà realizzata.

Le modalità dipendono, infatti, dalle condizioni ambientali e dalle tipologie di comportamento dell’orso: se si registrano attacchi ripetuti del plantigrado, quest’ultimo, una volta attirato con esche in un punto preciso, potrebbe essere intrappolato con lacci che fungono da cappio per le zampe. A queste funi saranno collegati un sistema telefonico e di radio-allarme, che entreranno subito in funzione una volta immobilizzato l’orso, lanciando il segnale agli addetti alla cattura.

Questi, che saranno appostati nelle vicinanze del sito, dovranno intervenire nell’arco di una decina di minuti per narcotizzare il plantigrado e agganciargli al collo un radiocollare satellitare, che consentirà di seguirne e studiarne gli spostamenti. L’altra modalità di imprigionamento contempla l’impiego di una trappola a tubo, di cui viene richiesta l’autorizzazione alla Regione, all’interno della quale sono inserite esche per attirare l’animale. Gli avvistamenti certi nel Maniaghese sono tre: il primo, lo scorso luglio, in Val Settimana, nel comune di Claut, il secondo a inizio ottobre in Val di Gere, a Claut e l’ultimo, il 22 ottobre, sul monte Fara, ad Andreis. Nel caso dei primi due avvistamenti, però, si tratta dello stesso esemplare, che con ogni probabilità è il medesimo che ha sbranato le pecore dell’allevamento di Doriano Mazzoli, sullo Jouf a metà ottobre.

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