«Il regolamento edilizio? Un pasticcio»
SACILE. È bufera politica sulla proposta di nuovo regolamento edilizio presentata in commissione urbanistica. Fanno discutere in particolare in particolare le modifiche introdotte sulle distanze.
Al riguardo interviene il capogruppo del Partito democratico Gilberto Tomasella. «Mi chiedo – attacca l’ex assessore all’urbanistica della giunta Cappuzzo – dove sia finito “il diritto al sole” che era una delle priorità del vigente regolamento per il risparmio energetico, lo sviluppo delle fonti rinnovabili e il corretto impiego dell’energia. La proposta dell’amministrazione comunale prevede, infatti, che in presenza di uno stesso edificio non ci sia più l’obbligo del rispetto dei dieci metri per le pareti finestrate. Ma non solo. La proposta rivela anche palesi contraddizioni nella definizione di parete che è l’elemento costitutivo di un edificio. Quanto scritto nella proposta, inoltre, contrasta con precise, inderogabili, disposizioni di legge. Errore casuale? Oltre all’errore citato abbiamo altresì rilevato tutta una serie di incongruenze che alterano i contenuti normativi denotando scarsa preparazione professionale in materia. Ci sono, infine, omissioni di testo clamorose come nel caso delle definizioni degli interventi edilizi. Insomma un gran pasticcio».
Il capogruppo del Pd non nasconde la sua delusione. «Mi aspettavo – commenta – che l’amministrazione comunale con l’occasione della revisione del regolamento edilizio considerasse quanto avvenuto in questi ultimi quattro anni che hanno visto una contrazione significativa nel settore delle costruzioni. In questi quattro anni di amministrazione di centrodestra a Sacile, inoltre, non si è fatto nulla per incentivare e promuovere la costruzione di case con il risparmio energetico contrariamente a quanto avvenuto nei comuni vicini. Ricordo che Sacile è stato uno dei primi comuni a dotarsi nel 2009 di un regolamento specifico per il risparmio energetico, lo sviluppo delle fonti rinnovabili, la promozione della bioedilizia. Questo regolamento era, a mio avviso, una opportunità per la città»
«Ma questa amministrazione – attacca Tomasella – ha voluto continuare con il vecchio sistema consolidato che poteva andare bene nel passato quando l’economia era in espansione mentre doveva capire che non era possibile continuare a costruire pensando solo alla cubatura ma si doveva promuovere un minor consumo del territorio, incentivare come si sta facendo fuori Sacile la costruzione di edifici che consumano meno e con materiali che rispettando l’ambiente». «Secondo l’esponente del Pd «questa amministrazione in quattro anni di governo si è distinta solo nella pianificazione urbanistica con un diluvio di varianti urbanistiche e non tutte riuscite (vedi quella per villa Poletti) rimanendo immobile, senza idee e proposte capaci di sostenere un settore come quello dell’edilizia. E pensare che avevano promesso che avrebbero pianificato e progettato la Sacile dei prossimi vent’anni».
Tomasella, tuttavia, non alza un muro e si dice disposto a tendere la mano. «Mi auguro – dichiara – che nella prossima riunione della commissione l’amministrazione provveda a presentare una proposta riveduta e corretta in grado di soddisfare le vere esigenze della città. Per quanto ci riguarda siamo pronti a fornire il nostro apporto collaborativo, sempreché ci venga richiesto e non si preferisca calare dall’alto il nuovo regolamento edilizio di Sacile che, rammento, vale per tutti i cittadini e non solo per una “certa” parte».
Mario Modolo
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