Produzione di Montasio a rischio

Prime conseguenze dopo lo stop di sessanta allevatori al conferimento del latte

SPILIMBERGO. Un terzo di latte in meno da lavorare. La produzione in continuo calo e il rischio, tra un mese, di non riuscire più a produrre Montasio da mettere sul mercato. Potrebbe avere un effetto devastante la decisione presa da una sessantina di soci, quasi tutti quelli che aderivano alla cooperativa Medio Tagliamento di Spilimbergo, di sospendere il conferimento del latte alla coop spilimberghese e, di conseguenza, a Latterie friulane. Lo stop della produzione nell’impianto di Gradisca e l’apertura della misura della cassa integrazione ordinaria per le prossime tredici settimane per i trenta lavoratori dello stabilimento di via San Daniele potrebbero infatti costituire soltanto l’inizio di una crisi che rischia di mettere in ginocchio la storica cooperativa.

Tutti gli allevatori di Cometa hanno chiuso i rubinetti, causando al consorzio udinese la perdita di circa un terzo del latte conferito. Stando così le cose, rischia non solamente di naufragare la prospettiva di rilancio prevista dalla consistente riorganizzazione interna indicata dai vertici del consorzio, ma potrebbe essere compromesso il futuro stesso di Latterie friulane. L’ultimo incontro tra la proprietà, i sindacati e le maestranze, in programma giovedì scorso nella sede di Campoformido, ha gettato ancora più nubi sul futuro dei lavoratori di Spilimbergo, su cui pende la prospettiva della cassa integrazione straordinaria o, nella migliore delle ipotesi, del contratto di solidarietà. Ma non basta. La mancanza di materia prima non solamente ha fatto venir meno l’obiettivo minimo di mantenere salda l’occupazione sino a ottobre nel sito di Spilimbergo (dove dovrebbe continuare la produzione di pressati), ma ora a essere messa a rischio è la produzione dell’intero gruppo. «Perdere un terzo del latte conferito nel giro di pochi giorni – spiegano le maestranze – è stata una mazzata. Ci avviamo a un periodo di calo della produzione del latte con un conseguente aumento del prezzo sul mercato, senza dimenticare che il latte eventualmente acquistato non consente la produzione di prodotti Dop. Ciò significa che potremmo trovarci tra un mese, al massimo un mese e mezzo, senza più forme di Montasio da vendere e, considerando che la vendita di questo tipo di formaggio costituisce il 45 per cento delle entrate a bilancio di Latterie friulane e che soltanto a Spilimbergo se ne vendevano dalle 400 alle 500 forme al giorno – dicono sconsolati –, non ci vuole troppa immaginazione a capire quale fine rischiamo di fare».

Guglielmo Zisa

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