Cento anni di geometri: i “tecnici di famiglia”

UDINE. È il 18 maggio 1913 quando nel palazzo che ora ospita la scuola Manzoni, in piazza Garibaldi, un gruppo di uomini fonda il Collegio dei periti agrimensori della provincia di Udine.
Sono i primi geometri d’Italia che decidono di riunirsi in associazione, battendo sul tempo persino la legge istitutiva della categoria, che è del 1927. E oggi, a Villa Manin di Passariano, i geometri friulani festeggiano il compleanno dei «tecnici di famiglia», come il presidente Elio Miani ha ribattezzato la categoria.
Perché, presidente, vi sentite “tecnici di famiglia”?
«I geometri sono la cerniera di collegamento fra società e istituzione. Il mondo pubblico e il privato. In caso di problemi di successione o comunque per la gestione del patrimonio immobiliare si va dal geometra, non dall’architetto o dall’ingegnere. Ecco perché siamo e continuiamo a essere considerati i tecnici di famiglia».
La crisi ha bloccato il mercato immobiliare, quanto ne risente la vostra categoria?
«Pur nelle difficoltà del mercato, il geometra ha una tipologia di lavoro che soffre meno della situazione perché viene da una preparazione polivalente che permette di operare su diversi ambiti. Insomma, abbiamo una visione globale della problematica e della gestione del patrimonio: dal catasto a rilievi, misure, successioni, divisioni».
L’Unione Europea impone una laurea triennale anche per i geometri. Il diploma non sarà più sufficiente per esercitare la professione. Quando entrerà in vigore questa “rivoluzione”?
«Ancora presto per dirlo, però a Udine siamo pronti. Anzi, abbiamo anticipato i tempi. Nel 2003 abbiamo messo a punto un percorso con l’università per la laurea triennale. I tempi però erano prematuri e dopo qualche anno abbiamo messo in stand by il progetto. L’idea seguiva la novità imposta dalla riforma degli atenei che aveva fatto nascere le figure di architetti e ingegneri junior, i ragazzi cioè con la laurea triennale».
A proposito di riforme, anche l’istituto tecnico ha cambiato nome...
«Adesso si chiama: Costruzione, ambiente e territorio. In acronimo Cat. Ma rimane una scuola che prepara gli studenti sia dal punto di vista tecnico sia da quello umanistico. Mi piace citare il caso di Salvatore Quasimodo, geometra e premio Nobel per la letteratura nel 1959. Ma anche il matematico Piergiorgio Odifreddi ha studiato in un istituto per geometri».
In questi anni però il Marinoni di Udine conosce un calo di iscritti.
«Conosco bene la programmazione della scuola sia perché faccio parte del Consiglio di istituto sia perché anche mio figlio ha scelto di diventare geometra. Ed è un peccato che i ragazzi preferiscano i licei perché la preparazione che offre il Marinoni è a tutto campo. Non preclude in nessun modo l’approdo all’università».
Dal traguardo del “secolo” può passare la rinascita?
«Ne siamo certi. Per questo abbiamo pensato di festeggiare l’occasione con una cerimonia-evento. Vogliamo rivivere quello che siamo stati per guardare al futuro. E lo facciamo con un libro di 274 pagine in cui raccontiamo la storia del Friuli con gli occhi dei nostri iscritti. La provincia di Udine vanta una squadra nutrita di geometri. Fra loro anche personaggi storici, come Ezio Della Vedova, decano della categoria, iscritto da 65 anni, oggi 92enne e ancora in attività».
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