«Nella tessera sanitaria informazioni sul fine vita»

L’associazione Per Eluana chiede il registro regionale sul trattamento sanitario La raccolta di firme partirà domani, alle 15.30, tra le vie Savorgnana e Cavour
Di Giacomina Pellizzari
Udine 16 Maggio 2013. Conferenza stampa Dott De Monte. Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi
Udine 16 Maggio 2013. Conferenza stampa Dott De Monte. Telefoto copyright Petrussi Foto Press / Diego Petrussi

Ottenuta l’istituzione del registro sul fine vita, l’associazione “Per Eluana” torna in piazza con una petizione per far sì che le ultime volontà dei cittadini vengano archiviate nella tessera sanitaria regionale. Questo per dare la possibilità al medico di rispettare le volontà del paziente incosciente che ha detto no all’accanimento terapeutico. Il primo banchetto sarà allestito domani, alle 15.30, all’angolo tra le vie Cavour e Savorgnana.

L’iniziativa, illustrata ieri a Udine dal vicepresidente dell’associazione “Per Eluana”, Amato De Monte, e da Corrado Libra, rientra negli scopi del gruppo che porta il nome di Eluana Englaro, la donna morta a Udine dopo 17 anni di stato vegetativo, ovvero promuovere la libertà di scelta sul fine vita. «Considerato che il testamento biologico è stato istituito in diversi Comuni e che centinaia di persone hanno già espresso le loro volontà, è indispensabile che tutte queste informazioni vengano inserite nella tessera sanitaria regionale» ha subito chiarito De Monte, l’anestesista responsabile della Terapia intensiva dell’Azienda ospedaliero-universitaria Santa Maria della Misericordia. Lo stesso che per meglio chiarire il suo pensiero ha aggiunto: «Se il paziente è in grado di parlare non c’è alcun problema, ma se, viceversa, è in coma il medico deve perdere tempo a cercare i documenti. Ricerca che sarebbe semplificata se le informazioni relative ai testamenti biologici fossero a disposizione attraverso la tessera sanitaria regionale». Ecco perché l’associazione “Per Eluana” promuove anche l’istituzione del registro regionale delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario accessibile alle strutture sanitarie del Friuli Venezia Giulia.

Quella di ieri è stata un’occasione per elencare anche le carenze della tessera ricevuta a domicilio dai cittadini. «Non serve a nulla, non contiene neppure le indicazioni dei pazienti sulla donazione degli organi» ha subito evidenziato De Monte facendo notare, con tono ironico, che viene richiesta solo per accedere nelle isole ecologiche. In effetti, la tesserina si rivela fondamentale in farmacia per fini fiscali e in pochi altri luoghi.

Non a caso i rappresentanti dell’associazione hanno ricordato che l’istituzione del registro comunale delle dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario, rientra tra i diritti dei cittadini previsti dalla Costituzione e dal Codice deontologico di medici e infermieri. Da qui l’invito a tutti coloro che si sentono parte di questa battaglia a contattare l’associazione per promuovere un fronte a difesa dei diritti dei malati. L’invito è esteso anche ai consiglieri dei 214 comuni della regione a partecipare alla raccolta di firme e a promuovere nei loro Comuni l’istituzione del registro.

Non va dimenticato, infatti, che 34 Comuni del Friuli Venezia Giulia hanno deliberato a favore del registro, ma solo 10 sono passati dalle parole ai fatti e l’hanno istituito. Si tratta di Aquileia, Arta Terme, Cervignano, Fiumicello, Ronchi dei Legionari, Ruda, Staranzano, Terzo d’Aquileia e Udine. In un anno e mezzo, nel capoluogo friulano dove il Comune ha stipulato la convenzione con i notai, sono stati raccolti oltre 220 testamenti biologici.

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