In ospedale si risparmia anche sulle lenzuola

Gorizia, giro di vite dell’Ass Isontina sulle scorte e la frequenza dei lavaggi. Commenti ironici: «Di questo passo i pazienti dovranno portarsi tutto da casa»
Udine 11 gennaio 2013.Inaugurazione Ospedale Nuovo..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone
Udine 11 gennaio 2013.Inaugurazione Ospedale Nuovo..Copyright Foto Petrussi / Ferraro Simone

GORIZIA. Lenzuola, copriletti e traverse “contingentate” negli ospedali di Gorizia e Monfalcone. È questo il nuovo effetto della spending review introdotta dall’Ass Isontina dopo che, nel dicembre dello scorso anno, si era deciso di eliminare l’acqua minerale in bottiglia dalle corsie per sostituirla con quella naturale che sgorga dal rubinetto, servita in una comune brocca di vetro. E a sparire dal menù proposto ai ricoverati era stato anche il dolcetto domenicale.

A monte dei provvedimenti c’è una ragione: le aziende sanitarie e ospedaliere, infatti, sono obbligate a perseguire l’obiettivo del 10% della riduzione delle voci di spesa per il 2013 prevista dalla legge di stabilità. In tutta Italia, ad essere maggiormente “aggredite” dalla rinegoziazione dei contratti, afferma la Federazione italiana delle Asl e degli ospedali (Fiaso), sono state le funzioni accessorie quali la manutenzione degli impianti, tecnologie e beni non sanitari.

A Gorizia, invece, si è optato prima per il taglio delle forniture richieste alla Camst con l’abolizione dell’acqua minerale che non viene più servita nè ai pazienti, nè ai medici, né agli infermieri, né agli operatori socio-sanitari che effettuano i pasti nelle mense aziendali. Ora, invece, il giro di vite si è appuntato sul cosiddetto “corredo” dei posti letto. L’Ass ha ritenuto che in passato siano stati effettuati degli sprechi sia sulla fornitura di lenzuola e copriletti sia sulla frequenza del loro lavaggio, affidato a una ditta esterna.

Della necessità di risparmiare anche su questo capitolo di spesa sono stati informati i capi-dipartimento, i dirigenti medici dei vari reparti e per finire, le caposala alle quali è stato affidato materialmente il compito di gestire l’operazione-contingentamento e razionalizzazione della spesa.

In parole povere, è stato stabilito che ogni reparto debba poter usufruire di un certo numero - inferiore a quello precedente - di lenzuola, copriletti e traverse al giorno. Periodicamente sarà effettuato un “report” attraverso il quale sarà possibile monitorare la funzionalità del nuovo sistema e appurare il risparmio effettivamente ottenuto.

L’Azienda naturalmente tiene a precisare che per i pazienti non ci sarà alcun disagio, anzi potrebbero non accorgersi neppure del “taglio” delle lenzuola e dei copriletti e della riduzione della frequenza dei lavaggi.

«Sappiamo perfettamente – si afferma – che in alcuni reparti il cambio va effettuato spesso perché ci sono dei ricoverati soggetti ad emorragie, oppure episodi di vomito o dissenteria. In altri reparti, invece, ciò non accade e in passato si è ecceduto nella spesa. Per questo si è ritenuto di poter risparmiare alcune migliaia di euro all’anno».

Già all’epoca dell’operazione-acqua minerale, a proposito del beneficio economico ottenuto, il direttore generale dell’Ass isontina Marco Bertoli aveva osservato: «In un quadro di tagli pressoché generalizzati ogni risparmio è benvenuto, anche se le cifre possono sembrare di poco conto”. E il concetto sembra potersi attagliare anche a questa fase-2 dell’operazione spending review.

Tuttavia in parecchi mugugnano. Se un’Azienda sanitaria sana e virtuosa come quella isontina, che nei mesi scorsi è dovuta correre in soccorso di quella triestina con 500 mila euro, deve ridursi a risparmiare anche sulle lenzuola dove andremo a finire? «Di questo passo – commentava qualcuno ieri in ospedale – i pazienti o i loro familiari dovranno portarsi tutto l’occorrente da casa».

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