Finisce a botte con i carabinieri il blitz della “banda del rame”

San Vito al Torre, sorpresi dai militari dell’Arma hanno patteggiato una pena a un anno e 8 mesi. Il colpo alla Corradini Srl dove erano stoccate 40 tonnellate di materiale dal valore di 240 mila euro

SAN VITO AL TORRE. È finita a calci e spintoni con i carabinieri la cattura della banda del rame sorpresa in azione alla Corradini Srl di San Vito al Torre, dove erano stoccate 40 tonnellate di rame per un valore complessivo di 240 mila euro.

Per Pavel Aradoaea, 29 anni, Nicolae Tiberiu Burca 42 anni, Marian Boltas 31 anni e Costantin Micu 27 anni, tutti cittadini romeni, la vicenda iniziata il 16 agosto dello scorso anno, quando furono sorpresi dai carabinieri di Palmanova all’interno del deposito della Corradini, si è conclusa con un patteggiamento dinanzi al gup Roberto Venditti per le accuse di tentata rapina impropria e lesioni ai danni dei carabinieri.

Il loro avvocato di fiducia Stefano Cozzetto ha proposto un patteggiamento concordando una pena a un anno e 8 mesi di reclusione e 1.200 euro ciascuno, oltre alle spese di mantenimento in carcere. Il giudice ha concesso il beneficio della sospensione condizionale a Burca, Aradoaea e Micu, mentre per Boltas la condanna ha imposto la revoca del beneficio già concesso da una sentenza del tribunale di Lodi il 24 marzo 2011.

L’allarme alla centrale operativa del Comando compagnia carabineri di Palmanova era scattato la sera del 16 agosto, quanto tre equipaggi dei militari dell’Arma ricevevano una segnalazione su un’incursione notturna all’interno del deposito, e una delle tre pattuglie sorprendeva quattro soggetti incappucciati e vestiti di scuro intenti a scavalcare il muro di recinzione del deposito sul retro. Ma nella loro manovra di avvicinamento all’obiettivo i quattro incappavano nei militari del Radiomobile e tentavano la fuga, rifugiandosi in un boschetto. Ed è lì che i carabineri li hanno accerchiati.

Fra i rovi e le ramaglie sono volati calci e manate, un maresciallo dei carabinieri è stato spintonato, buttato a terra e raggiunto da graffi. E mentre fioccavano i colpi, un furgone di colore scuro al volante del quale c’era un complice, prendeva il largo a fari spenti in direzione di Trivignano. Alla fine, a inchiodare il quartetto, sono stati i filmati del sistema di videosorveglianza che hanno ampiamente documentato le loro scorribande all’interno del deposito dove erano stoccate tonnellate di rame di ottima scelta che, stando al titolare, aveva un valore di circa 240 mila euro.

Tutti e quattro sono finiti al pronto soccorso con una serie di escoriazioni e contusioni, prima che per loro si aprissero le porte del carcere in via Spalato, su disposizione del magistrato di turno Claudia Danelon. Anche per il maresciallo dei carabinieri si è reso necessario un trasferimento all’ospedale di Jalmicco, dove si è presentato con escoriazioni agli arti superiori ed è stato medicato.

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