Sulle rampe più dure i corridori sfilano in un clima da stadio

I tifosi si esaltano per l’impresa del colombiano. Gli applausi più sentiti per i gregari dei campioni
Tarvisio 14 Maggio 2013. Ciclismo. Giro d' Italia Tappa del Montasio. Telefoto Copyright Agenzia Foto Petrussi / Petrussi Diego
Tarvisio 14 Maggio 2013. Ciclismo. Giro d' Italia Tappa del Montasio. Telefoto Copyright Agenzia Foto Petrussi / Petrussi Diego

SELLA NEVEA. Ha affrontato i terribili tornanti con l'agilità di un camoscio, il colombiano Rigoberto Uran Uran, e la folla che si era assiepata ai lati dei tornanti, punto chiave, con una pendenza del 20%, della salita al Montasio è esplosa facendo sentire il suo sostegno al corridore. In un clima da torcida calcistica sono transitati anche gli inseguitori del gruppo della maglia rosa Nibali. Anche per lui un grande tifo.

Ammirazione. «Ormai Uran Uran ha fatto il vuoto e va a vincere la tappa» ha sentenziato Marco Albano, ciclista tarvisiano, e Tadei Pivk, il re degli sci-alpinisti friulani, e il calciatore Andrea Manicone, hanno confermato dicendo all'unisono: «Nessuno lo prende piu». E hanno avuto ragione. «Grande bella gara quella di Nibali – ha aggiunto Pivk – nel punto più difficile si è visto che aveva ancora energie e la maglia la conserverà nei prossimi giorni». Poi si sono dedicati ad incitare Franco Pellizotti, un po' attardato, ma che onorava la maglia tricolore salendo con una buona pedalata.

Spettacolo. Valerio Perisinotto di Caorle, arrivato in bici da Resiutta «per provare l'intera salita« aggiungeva: «Valeva proprio la pena venire fin quassù per godere queste scene di grande sport». «Che spettacolo questo passaggio. Qui si sono visti in azione grandi campioni – commenta Manfredi Del Monte di Bertiolo, il suocero di Michele Pittacolo, la medaglia di bronzo olimpica delle Paralimpiadi -: Michele è all'arrivo, ma io Pellizotti lo aspetto qui. Anche oggi è stato grande. Ha provato a lasciare tutti indietro a Cason di Lanza, ma non ha avuto fortuna e adesso è in credito e per questo sono convinto che ci darà ancora belle soddisfazioni».

Febbre. La febbre dell'attesa fra le migliaia di persone assiepate a bordo strada è salita in un crescendo d'ansia e di speranza per il corridore di origini carniche, l’unico friulano in gara. Le notizie che giungevano da Cason di Lanza lo davano all'inseguimento dei colombiani, con un margine di oltre un minuto dalla maglia rosa, ma poi nella discesa la caduta e la decisione di aspettare gli inseguitori.

Gregari. L'impeccabile servizio d'ordine ha fatto in modo che tutti godessero lo spettacolo senza arrecare il minimo disturbo agli atleti impegnati nel massimo sforzo. Grande ammirazione per il colombiano, che l'auto di testa della corsa, ha annunciato in fuga dai tornanti che portano a Sella Nevea, 30'' di vantaggio saliti subito a 45'' , così quando è sbucato dalla prima rampa entrando nel tratto di salita meno “cattivo” è stato uno scroscio di applausi e di incitamenti. Lo sportivissimo pubblico si è infiammato anche al passaggio di nomi noti come Danilo Di Luca, ma l’incitamento è stato più intenso quando sono sfilati i gregari, quelli che raramente ricevono attenzioni, ma non sul Montasio, in una terra e tra gente che conosce il sacrificio.

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