Il ritorno di Tondo «Adesso aspetto i fatti»

TRIESTE. Parla poco, come nel suo stile. E richiama il suo stile quando garantisce che l’opposizione non sarà ideologica. Renzo Tondo, l’ex governatore sconfitto da Debora Serracchiani, rompe un silenzio lungo 20 giorni. Le ultime parole arrivarono la sera del giudizio degli elettori, poi più nulla, desideroso di staccare la spina e riorganizzare un agire quotidiano trascurato per cinque anni.
Tondo arriva in Consiglio accolto da qualche sorriso e senza habitué di palazzo che lo incalzino di richieste. Attende la maggioranza di centrosinistra alla prova dei fatti e ha una sfida di fronte, portare la Lega nel gruppo d’opposizione di cui l’ex presidente Fvg sarà portavoce.
«Sedendomi in Aula non mi sono nè particolarmente emozionato nè abbattuto. Certo – commenta Tondo – come direbbe Massimo Catalano è meglio entrare da vincitori che da sconfitti, ma va bene così. Ho preso atto di una sconfitta arrivata sul filo del rasoio e ora sono pronto per una nuova esperienza, quella di leader dell’opposizione».
L’ex governatore vede Serracchiani accomodata in Consiglio al posto che è stato suo, si avvicina e le stringe la mano. Nulla di più. Così come, raccogliendo alcuni oggetti lasciati nell’ufficio presidenziale, le lasciò un biglietto con scritto “buon lavoro”, ieri ha ripetuto l’augurio. «Si apre una legislatura complessa – aggiunge Tondo – e non fa parte del mio stile né della mia impostazione politica avere un atteggiamento di opposizione pregiudiziale, anzi. Siccome sono consapevole del fatto che attraversiamo un momento particolarmente difficile, aspetto di vedere cosa deciderà il centrosinistra e se compirà azioni che ritengo valide non avrò nessun problema ad appoggiarle». Impossibile non chiedergli di tre temi in particolare, che hanno caratterizzato la presidenza Tondo, che hanno animato la campagna elettorale e che il governo Serracchiani ha tutta l’intenzione di cancellare. Sulla sanità, la terza corsia e il patto Tondo-Tremonti il centrosinistra vuole mettere un punto.
E ricominciare. Se Tondo, dal 1º gennaio 2014, aveva previsto il taglio da sei a tre Aziende per i servizi sanitari, per Serracchiani le Ass sono e restano sei. Sulla terza corsia il centrosinistra immagina di chiudere la struttura commissariale e affidare quei compiti ad Autovie Venete, oltre a rivedere tutta l’impostazione dell’opera. E sul patto con Tremonti, invece, punta a rinegoziare con Roma soldi e competenze. «Ho letto della volontà di cambiare alcune cose che ho impostato – commenta l’ex governatore – e capisco che fa parte delle libere scelte di un nuovo governo. Aspetto, però, di vedere cosa vogliono fare sulla sanità, sulla terza corsia e sul patto con Tremonti perché una cosa sono le dichiarazioni, un’altra i fatti. Ritengo corrette le scelte che avevamo preso. Vedremo le proposte del centrosinistra».
Tondo e l’unico consigliere eletto dell’Udc, Giovanni Barillari, formeranno il Gruppo Misto. Ieri Barillari e i capigruppo del Pdl, Alessandro Colautti, e di Autonomia Responsabile, Roberto Dipiazza, hanno firmato la lettera con cui comunicano che Tondo è il loro portavoce. La Lega no, vuole le mani libere. «Mi auguro che anche il Carroccio aderisca al nostro progetto – conclude Tondo – e lavorerò perché ciò avvenga».
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