Gorizia: «Se il Pronto soccorso è affollato non è colpa dei medici di famiglia»

Vallini (Fimmg) attacca l’assessore Romano: dichiarazioni lesive per la nostra categoria «Il sabato i dottori di famiglia non sono obbligati a svolgere servizi ambulatoriali»
Bumbaca Gorizia 01.01.2011 Maria Elena Antonietta Braida prima nata - Foto di Pierluigi Bumbaca
Bumbaca Gorizia 01.01.2011 Maria Elena Antonietta Braida prima nata - Foto di Pierluigi Bumbaca

GORIZIA. «Apprendo che l’assessore nel corso dell’assemblea dei sindaci avrebbe “tirato le orecchie” a diversi “dottori di famiglia” rei, a suo dire, di risultare “irreperibili al sabato nelle ore prestabilite, cioè dalle 8 alle 10», aggiungendo poi che noi medici dovremmo «fare la nostra parte per non sovraccaricare il lavoro di Pronto soccorso e guardia medica. Affermazioni gravi e lesive dell’operato di tutta la categoria che rappresento».

È un vero e proprio botta e risposta quello tra l’assessore comunale alla salute di Gorizia Silvana Romano e il segretario provinciale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) Roberto Vallini dopo le dichiarazioni dell’esponente della giunta goriziana nell’ultima assemblea dei sindaci.

«L’accordo collettivo stabilisce che il sabato il medico non è tenuto a svolgere attività ambulatoriale – replica Vallini in una lettera indirizzata all’assessore -, ma è obbligato ad eseguire le visite domiciliari richieste entro le 10 dello stesso giorno, nonché quelle, eventualmente non ancora effettuate, richieste dopo le 10 del giorno precedente. Non è fatto obbligo di reperibilità e il recepimento delle richieste di visite domiciliari può avvenire con strumenti di ricezione che ogni medico comunica ai propri assistiti. Siamo i primi a sostenere che qualunque comportamento omissivo , accertato e documentato, debba essere opportunamente segnalato agli organismi competenti».

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