Voto sul filo di lana, il Pd ricorre al Tar

Mauro Piva ha perso per sette consensi, i democratici ora vogliono la verifica

FIUME VENETO. Il Pd di Fiume Veneto ci ripensa: se una decina di giorni fa le dichiarazioni del segretario, Stefano Castellarin, parlavano di elezioni definitivamente chiuse, scartando l’ipotesi di eventuali riconteggi delle schede, al consiglio direttivo convocato nell’ex latteria di Cimpello si è invece dato il via libera al sostegno a un ricorso al Tar. «Avrà il fine – ha sottolineato Castellarin – di verificare fino in fondo l’attribuzione delle schede assegnate e di quelle dichiarate nulle».

Come mai si è cambiata idea nell’arco di pochi giorni? La svolta ci sarebbe stata proprio nella riunione, dove qualcuno avrebbe ipotizzato che potrebbero esserci state delle anomalie: semplicemente, data l'esiguità di voti – solo 7 – tra il candidato risultato vincitore (il già proclamato sindaco Christian Vaccher) e quello sostenuto dal Pd (Mauro Piva), il ricorso punterà a fare chiarezza in merito ad alcune schede annullate. Ancora è in corso la valutazione, con tanto di consultazioni con dei legali, su chi effettivamente firmerà il ricorso, ma dovrebbe essere un «cittadino comune», ovvero non candidato alle amministrative. L'analisi del voto, nel corso del direttivo, ha visto la partecipazione anche di componenti della lista civica Il volo (anch’essa aveva appoggiato Piva).

Il candidato sindaco è stato designato capogruppo in consiglio comunale, tra i cui scranni siede – all’opposizione, in attesa almeno dell’eventuale sentenza dei giudici amministrativi – assieme a Loris Padoani e Rolando Francescut. «Per quanto riguarda le osservazioni sulle nomine degli assessori – continua Castellarin –, attendiamo maggiori informazioni sui componenti, per una corretta valutazione di eventuali incompatibilità con le deleghe a loro assegnate dal sindaco. Riteniamo, già da ora, che se il nuovo sindaco avesse depositato agli atti il programma elettorale della sua coalizione, avrebbe permesso alla minoranza di conoscere correttamente le sue linee politiche e quindi poter avanzare le proprie osservazioni». Il sindaco Vaccher, da parte sua, non entra nel merito dell’eventuale presentazione del ricorso, se non per osservare che «è una facoltà prevista dalla legge: se qualcuno ritiene di doverlo presentare, lo faccia».(a.s.)

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