Sciopero alla Danieli: il primo dagli anni ’80 a oggi - VIDEO

BUTTRIO. Né la notte, né la pioggia, né le temperature precipitate ad appena 8 gradi hanno scoraggiato i lavoratori del reparto macchine di Danieli.
Alla mezzanotte di domenica, in un centinaio si sono riuniti davanti al cancello d’ingresso della grande industria Buttrio dove sono rimasti, sventolando bandiere e striscioni, fino al primo pomeriggio di oggi.
Obiettivo: dire “no” al nuovo orario di lavoro introdotto unilateralmente dall’azienda senza alcun confronto con le parti sociali. Un turno che, pur riducendo di mezzora la “frazione” lavorativa quotidiana, di fatto aumenta le notti lavorate da 5 a 6.
“A farne le spese – denunciano i lavoratori – è la qualità delle nostre vite, il già poco tempo che possiamo dedicare alla famiglia, ma anche la sicurezza, perché lavorare per 6 notti consecutive non è una passeggiata”.
Da qui lo sciopero, il primo dagli anni ’80 a oggi. Scattato, come detto, alle 24 di domenica sera è terminato ieri a mezzogiorno mettendo a segno un record di adesioni: vi hanno partecipato praticamente tutti e 100 i dipendenti del reparto macchine, interessato dal cambio turno, ma anche lavoratori di altre sezioni produttive. Chiuso il “primo round”, lo stato di agitazione resta.
L’attesa di maestranze e parti sociali è ora per una mossa dell’azienda o di Confindustria cui si chiede di convocare al più presto un tavolo di confronto. In assenza di risposte, il destino è scritto: nuovo sciopero lunedì prossimo per il primo turno (24-6) e “avanti così – annuncia Maurizio Balzarini, segretario di Fiom Cgil Udine – fino a quando non saremo ricevuti”.
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