Bacio delle croci pensando al dramma siriano

Tanti fedeli a Zuglio per l’antico rito. Presente anche il vescovo titolare e nunzio apostolico Zenari

ZUGLIO. Il dramma della popolazione della Siria, coinvolta in una sanguinosissima guerra civile, è stato evocato in Carnia durante il rito del bacio delle croci che da secoli si tiene ogni anno nella pieve matrice di San Pietro. A portare all’attenzione della moltitudine di fedeli che, grazie alla tregua che il maltempo ha concesso ieri, è stato monsignor Mario Zenari, vescovo di Zuglio - da 4 anni -, nonché nunzio apostolico in Siria.

Come al solito, i fedeli si sono ritrovati alle 10.30 nei pressi della chiesetta della Beata Vergine delle Grazie, sottostante San Pietro, dove le croci astili hanno proseguito per Plan da Vincule: qui, le parrocchie hanno ossequiato la chiesa matrice. Presenti non solo le croci della Carnia, ma, come succede da qualche anno, sul colle di San Pietro si sono notate pure le croci provenienti dalla vicina Carinzia.

Prima delle cerimonia religiosa, il sindaco Elio Moser ha portato il saluto della comunità. A questo rito, le cui radici affondano nel Medioevo, hanno voluto paetecipare molte personalità, dal presidente della Provincia Pietro Fontanini all’assessore regionale Maria Grazia Santoro, fino ad Aurelia Bubisutti per la Comunità montana della Carnia. Quindi il parroco monsignor Giordano Cracina ha chiamato le croci a fare il gesto di sottomissione alla chiesa madre: «I fasarìn la clamade das Cròus, e i larìn daur das Cròus sul prât da Vincule, a domandâ la benedizion dal Signôr sui gnostis lavôrs; e dopo i tornarìn ta glèisie di San Pieri a cjantâ la messe da Sense…».

Successivamente, i fedeli si sono raccolti nella pieve di San Pietro per la messa solenne celebrata dall’arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato, dal vescovo Zenari, da monsignor Giordano Cracina e dai canonici di San Pietro. La giornata è proseguita con il ristoro alla Polse di Cougnes prime di terminare alla fine dei vespri rallegrati dai brani delle cantorie parrocchiali. (g.g.)

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