Alpini pordenonesi pronti a raccogliere la sfida dell’adunata

La sfilata a Piacenza aperta dal veterano Ottavio Pes Oggi il passaggio del testimone a Pedrotti in vista del 2014
Di Barbara Coronella

PIACENZA. Branda e sacco a pelo. Quasi un esercizio per tenersi in forma. Insieme a “qualche ombra”: un bicchierino di rosso ogni tanto fa bene, ammette Ottavio Pes, classe 1921, reduce dell’ottavo Alpini Battaglione Tolmezzo che questa mattina per la quarta volta salirà su una Campagnola per rappresentare il gruppo Vigonovo in testa alla sfilata. «Una Campagnola Ar 76 del 1975 di nostra proprietà». Ci tiene a precisarlo, Davide Canal, il vice capo del gruppo che ha trovato sistemazione in un grande capannone dismesso nell'area industriale, alla periferia della città. «Ma Piacenza è una bella città e i piacentini ci hanno fatto una bellissima accoglienza», dice Canal che con la Cimolai proprio a Piacenza aveva lavorato alla realizzazione del ponte galleggiante posato dopo il crollo del viadotto sul Po.

Gente chiusa? Macché. «Erano così anche a Bolzano, ma siamo riusciti ad ammorbidire anche loro. Si sono dovuti ricredere», aggiunge Lorenzo Benedet. Sono 38 quelli di Vigonovo. Il più giovane ha 32 anni, il veterano è Ottavio con i suoi 92. Sono sessant’anni di differenza. «Di vita da alpini», sottolineano. E tra un bicchiere e l’altro Ottavio Pes racconta le sue avventure, quelle ascoltate mille volte ma che non ti annoiano mai. Come quando vide inabissarsi il Galilea la notte tra il 28 e il 29 marzo 1942. Ottavio era a bordo di un mercantile al rientro dalla Grecia quando un siluro lanciato dal sommergibile inglese Protheus affondò la nave che stava riportando in patria gli alpini dell’Ottavo reggimento appartenenti al battaglione Gemona che avevano combattuto sul fronte greco-albanese. Poi Pes finì a combattere in Russia.

Tanti aneddoti, ma anche grande attesa per questa Adunata piacentina. Poi penserà alla prossima, che si svolgerà proprio a Pordenone. «Giochiamo in casa, ci stiamo preparando. Pordenone è simile a Piacenza, ma è ancora più piccola. Sono sicuro che riusciremo a regalare un grande evento anche alla nostra città. Intanto godiamoci questa edizione. Qui sono stati bravi. La nostra è un’ottima sistemazione. Noi siamo arrivati venerdì. Manca il capogruppo, Aurelio Cimolai, bloccato da un matrimonio. Ma arriverà in tempo per la sfilata», assicura Canal.

E il “vecchio” Pes annuisce. Ci sono cordialità e allegria in questo campo completamente attrezzato dove si beve un friulano sincero come impone lo stile alpino. Sincerità e orgoglio di appartenere a un corpo che porta con sé valori dimenticati. Quei valori sfileranno oggi. In testa sulla Campagnola ci sarà Ottavio Pes con tutti gli onori. In coda un cartello annuncerà l’arrivederci a Pordenone. «E già. Giochiamo in casa», dicono in coro. Mentre Pes pensa che magari gli mancheranno la branda e il sacco a pelo. Mai così comodi nei giorni della grande adunata che sta animando le vie e le piazze di Piacenza. Col pensiero fisso a Pordenone: oggi, alla fine della sfilata, il passaggio del testimone al sindaco Pedrotti.

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