Provincia, “Fontanini bis” con sorprese

Il presidente riconfermato ha accettato nomi suggeriti dai partiti, ma ha agito in autonomia sulla distribuizione dei referati

UDINE. Il Fontanini bis apre con il botto. Il presidente riconfermato alla guida di palazzo Belgrado ha ascoltato tutti i “vorrei” dei partiti di maggioranza. E poi ha deciso. Da solo. E infatti la distribuzione delle deleghe sta già generando mal di pancia. Soprattutto nel Pdl, partito che ha visto crescere il proprio peso politico nelle urne (i consiglieri sono passati da 9 a 10), ma si è visto tagliare un assessorato e ridistribuire i referati. «Ho accettato i nomi espressi dai partiti – commenta Fontanini –, ma le deleghe dei collaboratori sono sotto la mia diretta responsabilità».

Sette gli assessori, ripartiti fra Pdl (Franco Mattiussi, Marco Quai, Carlo Teghil e Giovanni Nistri), Lega Nord (Barbara Zilli e Leonardo Barberio) e Udc (Beppino Govetto). Al Pdl anche la vicepresidenza della giunta (Marco Quai) e la presidenza del consiglio (Fabrizio Pitton). Nella distribuzione delle deleghe c’è un’unica conferma: bilancio e tutela del friulano restano a Fontanini.

Confermato in larga misura anche il referato di Mattiussi – «è una scelta ovvia perché ha lavorato bene», commenta Fontanini – cui vanno infrastrutture e grandi opere, viabilità, trasporti e sicurezza stradale, turismo. «Un ottimo lavoro», come ha detto il presidente, che però ha sollevato non poche proteste dai banchi dell’opposizione.

A scomparire fra le deleghe di Mattiussi è la motorizzazione civile che va in dote alla new entry della giunta, Marco Quai. Il pidiellino si vede assegnare anche rapporti e finanziamento ai Comuni, protezione civile e caccia e pesca. Tutte deleghe considerate da più parti troppo “leggere” per l’ex presidente del consiglio. Altra sorpresa sono i compiti affidati all’unico assessore esterno, Gianni Nistri.

Per lui il partito aveva chiesto l’assessorato al personale, informatizzazione, motorizzazione, formazione professionale e lavoro. Il presidente Fontanini, invece, dopo l’esame dei curricula dell’intera giunta, ha scelto di affidargli la cultura, anche in considerazione della sua posizione all’interno del Cda del Giovanni da Udine. L’intricata materia dell’edilizia scolastica è affidata a Carlo Teghil. Passando alla compagine leghista, a Leonardo Barberio va uno degli assessorati che contano: il lavoro.

Mentre le politiche per la famiglia, le politiche sociali e il volontariato si assommano alle pari opportunità e sono assegnate a Barbara Zilli. Al centrista Beppino Govetto lo sport, con le attività ricreative e sportive (già del Pdl Mario Virgili), ma potrebbe non essere tutto. Il metro di Fontanini è evidente: sfruttare le competenze maturate dai propri collaboratori/assessori durante le rispettive carriere. E all’appello mancano ancora due referati importanti come l’istruzione e l’ambiente. Con tutta probabilità il nodo sarà sciolto soltanto lunedì.

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