La Caporetto dei prof, bocciato il 90%

Oltre 300 candidati, ma soltanto 29 hanno superato il concorso. Malissimo l’ambito letterario, un po’ meglio l’economico

UDINE. Errori ortografici, grammaticali e sintattici. Risposte lasciate in bianco o fuori tema. Scarsa originalità. Il concorsone per gli insegnanti si è trasformato nella Caporetto della scuola. Perché da un lato sono i commissari d’esame che giurano di non essere stati severi, dall’altro sono i numeri, pubblicati dal Miur giovedì: nell’ambito letterario è stato bocciato oltre il 90% dei candidati, in quello economico aziendale l’80%.

Complessivamente per l’ambito letterario, ovvero le classi di concorso di italiano, storia e geografia alle scuole medie (A043) e le materie letterarie negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado (A050), si sono presentati circa 300 candidati, e cioè i “reduci” del test a risposta multipla che a dicembre ha mobilitato circa 2mila persone (promosso poco più del 39%).

Ma fra i 300 candidati per il Friuli Venezia Giulia appena 29 sono passati alla fase finale del concorsone promosso dall’ex ministro dell’Istruzione Francesco Profumo. Meno del 10%. E ora a questi aspiranti insegnanti (la maggior parte dei candidati vive già il mondo della scuola nelle vesti del supplente) sono meno dei posti messi a concorso.

Perché il Miur per il Friuli Venezia Giulia aveva previsto 36 cattedre (8 alle A050 e 28 alla A043), ma ancora prima dell’orale i candidati superstiti sono 29.

Meglio hanno fatto i colleghi del mondo economico aziendale. Per la classe di concorso A017 i candidati promossi dopo la prima fase erano 128. Ora in attesa dell’orale restano appena 26 persone (20%) per 6 posti. Guardando ai numeri, il direttore dell’Ufficio scolastico regionale è rimasto sbigottito.

«I commissari sono stati equi – spiega Daniela Beltrame – ma in alcuni casi hanno parlato di situazioni con livelli davvero bassi. Ora ci stiamo chiedendo come mai ci siano così tante lacune». Forse, visti i tempi difficili, alcuni candidati hanno tentato il concorso, senza credere troppo nel risultato. Ma il 90% e l’80% dei respinti non può trovare risposta in questa supposizione.

«Ci stiamo interrogando pure sulla preparazione che fornisce l’università – continua Beltrame – perché le domande a risposta aperta del test non erano complicate. Anzi, gli argomenti rappresentavano il pane quotidiano di qualsiasi insegnante».

La griglia di valutazione stilata dai commissari d’esame parla di pertinenza, correttezza linguistica, completezza e originalità. «Trattazione dei contenuti conoscenze disciplinari specifiche e competenze metodologico didattiche, coerente con il quesito», si legge fra i criteri. E ancora: «Contesti informativi adeguati. Correttezza ortografica, grammaticale e sintattica. Lessico appropriato. Registro linguistico e stile appropriati e coerenti al contenuto. Chiarezza espositiva».

Ma, a mancare, secondo quanto riferito dagli esaminatori, è stato pure un processo argomentativo solido, la declinazione delle fonti e l’individuazione degli elementi del dibattito scientifico di settore.

E adesso è il momento dell’orale. Un focus specifico sulle discipline di insegnamento che, oltre a valutare la padronanza della materia, verifica anche la capacità di trasmissione e di progettazione didattica, oltre alla conversazione nella lingua straniera prescelta dal candidato.

Della prova orale fanno parte la lezione simulata, 30 minuti su una traccia estratta dal candidato 24 ore prima dello svolgimento della prova, un colloquio, sempre di 30 minuti, nel corso del quale saranno approfonditi i contenuti, le scelte didattiche e metodologiche operate nella lezione simulata.

Dei 2.100 candidati che a dicembre hanno iniziato il cammino verso le 103 cattedre messe a disposizione per il Friuli Venezia Giulia, la gran parte è donna e ben i due terzi degli aspiranti insegnanti non provengono dalle graduatorie a esaurimento (Gae). L’età media dei candidati è di 38,4 anni. Di poco più alta è l’età media degli uomini (40 anni) rispetto a quella delle candidate donne (38 anni). Nello specifico, circa la metà ha un’età compresa tra 36 e 45 anni. Segue il 35% con un’età pari o inferiore ai 35 anni e il 14% tra i 46 e i 55 anni. Meno dell’1% ha un’età superiore a 55 anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Argomenti:scuola

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto