George Soros accende il dibattito: è il giorno del controverso tycoon

UDINE. L’agenzia di stampa internazionale Reuters, in aprile, lo ha dato per morto pubblicando per errore un necrologio preparatorio. Economisti e politici di una certa sponda lo criticano, intellettuali di altra parte e finanzieri lo appoggiano. Di George Soros si può dire di tutto, ma non che non faccia discutere di sé. E lo sapevano bene a vicino/lontano quando la giuria ha votato per assegnare a lui il premio Terzani 2013.
Nel momento in cui si sono alzate le prime voci di polemica sul premio conferito a un tycoon che Nicola Oliva, bocconiano, esponente del Pd di Prato, e il giornalista americano Andrew Spannau definiscono, sul sito nobigbanks.it, «squalo travestito da filantropo», i promotori del festival udinese non sembrano averla presa a male, perché nella motivazione del premio, che i Marxisti del Nord-Est nel loro sito definiscono «tutta da ridere», si legge che «la giuria intende offrire al pubblico una eccezionale occasione di conoscenza, nello spirito di Tiziano Terzani». «Il fatto che qualcuno metta in discussione la scelta del premio è positivo, vuol dire che siamo riusciti nel nostro intento primario di tirare fuori le contraddizioni del mondo contemporaneo». Alessandro Verona, il presidente dell’associazione, non ha dubbi che la giuria abbia fatto la scelta giusta, indicando in Soros (ricordato anche come l'uomo che ha messo in ginocchio la Bank of England, quando ha shortato nel 1992 la sterlina inglese guadagnando un miliardo di dollari in poche ore) colui il quale ha rispecchiato maggiormente i canoni del premio e dribblando le accuse di chi – Oliva e Spannau in primis – vede nel magnate ungherese-statunitense per l’appunto uno «squalo mal camuffato perché vuole imporre i sacrifici a noi per salvare la finanza, rilanciando il fallimentare modello delle politiche di austerità per rimediare ai danni fatti dalla stessa».
Sulla stessa linea di Alessandro Verona è anche Angela Staude Terzani, sponsor della candidatura del finanziere al premio intitolato alla memoria del marito. «Non possiamo negare che Soros sia una delle figure più aggressive della finanza e che ne abbia anche approfittato. Ma è anche uno che il denaro guadagnato speculando l’ha in buona parte rimesso in circolo e quelli che ne parlano solo male non conoscono evidentemente a fondo tutta la sua storia». Affonda il colpo, la presidentessa della giuria, anche nei confronti di chi pensa che al marito Tiziano Terzani risulterebbe indigesta questa candidatura perché «Tiziano è stato per anni alla ricerca di qualcuno che potesse spiegargli dall’interno la questione di come gli interessi globalizzati dell’economia e della finanza avrebbero dominato la nostra vita e Soros sarebbe stato la persona ideale».
Il sindaco di Udine, Furio Honsell, poi, apprezza «il coraggio con cui vicino/lontano ha fatto la sua scelta, visto che si tratta di un premio letterario e non di un premio alla carriera e che ci permette di parlare da un’angolazione non banale dello strapotere della finanza», mentre l’ex consigliere comunale Kristian Franzil si pone sulla sponda opposta: «individuando in Soros il vincitore del premio si è messa in secondo piano la contraddizione tra il suo essere un personaggio intelligente e istrionico e l’aver ricoperto il ruolo di signore della finanza, che in un periodo di crisi come il nostro risulta un’offesa per le migliaia di persone che in questa fase soffrono lo spettro del licenziamento, degli ammortizzatori sociali, dell’assenza, spesso, di prospettiva».
Polemiche a parte, stasera ci sarà l’eccezionale occasione di ascoltarlo, George Soros, quando al Giovanni da Udine, dopo la consegna del premio, lo intervisteranno i giornalisti Federico Fubini e Marino Sinibaldi.
Anna Dazzan
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