Curati e liberati cervi e caprioli feriti FOTO

A Tarvisio il grande lavoro del centro recupero fauna della Forestale dello Stato, che opera con i colleghi regionali

TARVISIO. Ieri mattina il genuino spettacolo di tre caprioli che, scattati dalle anguste casse di legno servite al loro trasporto fino ai prati del Nebria in quel di Valbruna, uno dopo l’altro sono ritornati nel loro ambiente, la foresta, correndo e regalando anche la bella immagine di alcuni saltelli del tipico correre del capriolo ma che aveva tanto il sapore del saluto con riconoscenza per chi ha li ha avuti in cura, presso il centro recupero fauna del Corpo forestale dello Stato di località Cucco in comune di Malborghetto.

E nei giorni precedenti, riabilitati, erano ritornati nel loro habitat anche cinque esemplari di cervo.

I tre esemplari di capriolo rilasciati dopo essere stati ricoverati presso il centro per le necessarie cure sono completamente riabilitati e hanno potuto ritornare al loro ambiente naturale. Si tratta di una femmina adulta che è stata investita nel Tarvisiano e di due piccoli, una femmina investita in Carnia e un maschio fortemente debilitato recuperato nei pressi di un abitato della Valcanale.

Come ci hanno spiegato al Centro, dopo diversi mesi di cure necessarie per la guarigione dai traumi o per riacquistare un soddisfacente stato di salute, visto che gli esemplari in questione manifestano tutt’ora una sana diffidenza nei confronti dell’uomo si è deciso di reintrodurli nel loro ambiente naturale per garantire condizioni di vita più consone ad un animale selvatico.

Sabato, invece, in libertà erano ritornati i cervi: due femmine adulte e due femmine piccole e un maschio piccolo. Tutti gli esemplari erano fortemente debilitati e una delle femmine adulte era stata soccorsa dopo che era rimasta “infilzata” in una lancia acuminata di un cancello in ferro, nell’abitato di Valbruna, nel tentativo di saltarlo per andare a brucare l’erba di un praticello.

Nell’insolito incidente, la cerva s’era prodotta una lacerazione profonda nell’area inguinale che ha chiesto l'intervento immediato del veterinario dell’Ass 3 Alto Friuli Albino Toson che applicando numerosi punti interni ha ridotto la lacerazione, ma dato lo stato di gravidanza della cerva, non è ricorso agli antibiotici, ma l’animale ha risposto bene alle terapie tanto da recuperare rapidamente le forze per poter essere liberata e ovviamente partorirà il piccolo nella foresta.

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