Centro antiviolenza a Udine: la Cisl a caccia di fondi

UDINE. Il finanziamento pubblico azzerato fino al prossimo 30 giugno mette a rischio l’attività del centro antiviolenza gestito dall’associazione “IoTuNoiVoi donne insieme”. Per continuare a garantire il servizio del centro, l’unico aperto in Friuli Venezia Giulia 24 ore al giorno (in Italia sono solo 5) i soci hanno dovuto metterci del loro. «Abbiamo ipotecato i nostri beni – rivela la presidente Eleonora Baldacci -, ma non tutti se la sono sentita e da 20 soci che eravamo oggi siamo rimasti in 11».
Nel 2012 la Regione Friuli Venezia Giulia aveva concesso all’associazione un contributo di 180 mila euro, fondamentale per svolgere l’importante attività di assistenza alle donne maltrattate che vede impegnato il sodalizio ormai da 18 anni. Nel 2013, «per ragioni che – dice la presidente - sono oscure», lo stanziamento è sfilato a metà anno e dispiegherà i suoi effetti per 12 mesi a partire da giugno.
«Significa che tutte le spese sostenute nella prima metà del 2013 non potranno essere coperte dai fondi pubblici – spiega ancora la presidente –, il che ci ha messo nelle condizioni di dovere ricorrere al credito bancario. Abbiamo debiti e molti dei nostri beni sono ipotecati. Siamo in attesa che i Comuni nei quali risiedono le donne che ospitiamo ci paghino le rette, ma per ora nessuno si è fatto avanti».
In una tale situazione di precarietà finanziaria il servizio rischia di essere compromesso. La presidente racconta del personale sottodimensionato, forte oggi di sole quattro persone strutturate e di un paio di volontari oltre ai collaboratori esterni chiamati “al bisogno”. Pochi, se si considera la delicatezza delle situazioni che quotidianamente approdano al centro in cerca d’aiuto.
«Qui – dice senza mezze misure Baldacci – ospitiamo donne che rischiano di essere uccise da un momento all’altro». E’ la coda tragica di una spirale di violenza che spesso esordisce da pressioni psicologiche per approdare alle botte e nei casi peggiori al femminicidio.
Situazioni che riguardano da vicino anche la nostra regione, come raccontano i dati, allarmanti, dell’attività realizzata dal centro udinese nei primi quattro mesi dell’anno: dal gennaio a ieri sono state 75 le donne che hanno chiesto aiuto, di cui 57 sconosciute. Leggi: nuove alla lista dei casi di maltrattamento e violenza noti all’associazione.
Straniere? Niente affatto. Al 70 per cento sono friulane e nella gran parte dei casi sono state maltrattate in famiglia. «Al centro - continua Baldacci - disponiamo di nove letti per adulti e tre culle. Fino a 15 giorni fa eravamo pieni, ora abbiamo tre soli posti liberi». Indice di quanto il servizio risponda a un’esigenza sentita anche in Fvg.
Per questo in aiuto dell’associazione ha deciso di andare la Cisl di Udine organizzando uno spettacolo che, finalizzato a raccogliere fondi per il sodalizio, sarà di scena al teatro San Giorgio venerdì. Lo sponsor è, non a caso, la società cislina di servizi fiscali “Union Teleo”. Tra un Isee e l’altro, i suoi 30 dipendenti - per la maggior parte giovani donne – diventano infatti sempre più spesso l’orecchio al quale l’utenza femminile svela il proprio disagio investendo i Caaf anche di un’importante ruolo d’ascolto.
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