«Vorremo essere bravi come voi»

Quistello, colpito un anno fa dalle scosse, ringrazia per gli aiuti ricevuti dal Friuli
Gemona 06 maggio 2013 . Cerimonia consegna fondi . Telefoto Copyright Petrussi Foto Press\Bressanutti
Gemona 06 maggio 2013 . Cerimonia consegna fondi . Telefoto Copyright Petrussi Foto Press\Bressanutti

GEMONA. Alessandro Pestacci, presidente della Provincia di Mantova, ex sindaco per 10 anni del Comune di Quistello destinatario degli oltre 120 mila euro raccolti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto dell’Emilia, è visibilmente emozionato. Esordisce prendendo spunto dal filmato che ha inaugurato l’incontro e che ha raccontato, con immagini e testimonianze, la Gemona del prima e del dopo terremoto. Nel cortometraggio c’è un signore, un tecnico, che parla al suo intervistatore. E gli dice: «Tornate tra dieci anni e vedrete che Gemona sarà ricostruita. Non dobbiamo avere fretta di volere le case rifatte in pochi mesi perché non sarebbero le nostre case». Pestacci si affida a quelle parole per dire che è necessaria la consapevolezza che ci vorrà del tempo per ricostruire e che soltanto con la forza si potrà andare avanti.

Pestacci sfida retorica e luoghi comuni per ribadire che «in Italia c’è qualcuno che ha saputo rialzare la testa. «Per questo dissi ai miei collaboratori, prima di venire in Friuli, che sarei venuto qui a chiedere consigli. Ma soprattutto a capire lo spirito della ricostruzione». Uno spirito – avevano affermato prima i sindaci di Fossa, Antonio Gentile, e di Foligno, Nando Mismetti – che trae spunto dalla solidarietà, dal volontariato e da istituzioni credibili radicate sul territorio. «Sì – ha aggiunto il sindaco di Quistello, Alessandro Pastacci – qui a Gemona abbiamo ritrovato la speranza, la forza per essere certi che riusciremo a ripartire, nonostante 150 famiglie saranno costrette a trascorrere fuori casa l’estate per colpa di intoppi burocratici».

Il sindaco ha fatto sapere che i 120 mila euro donati dai Comuni di Gemona, Venzone, Majano, Buja, Osoppo, Artegna, Magnano in Riviera, Tarcento, dalla Comunità montana del Gemonese, serviranno a poter rendere nuovamente operativi la scuola d’infanzia e il complesso scolastico comprendente la scuola primaria e quella secondaria di primo grado. «Si tratta – ha chiosato – di interventi di ristrutturazione e non di lavori ex novo perché, come ha detto poc’anzi il presidente Fontanini, puntiamo a interventi che non snaturino l’identità e la storia della nostra popolazione». (d.pe.)

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