Negozi quasi tutti aperti il I maggio: è polemica

UDINE. Un giorno come un altro. Con le casse aperte e le offerte del mese. Per la maggior parte dei dipendenti dei supermercati udinesi la festa del Primo maggio sarà un semplice mercoledì. Di lavoro, appunto. Nei siti internet delle varie rivendite alimentari la chiamano un’apertura straordinaria.
Ma, visti i numeri dei market con le serrande alzate, in città sembra essere diventato un fatto del tutto ordinario. Il commercio nel capoluogo del Friuli, insomma, non si ferma. Anzi, chi vorrà approfittare del Primo maggio per riempire il frigorifero lo potrà fare in tanti posti diversi. Ma i sindacati sono sul piede di guerra, quest’anno più che mai.
Al centro commerciale Città Fiera di Martignacco, oltre al cinema, ai ristoranti, alla sala bingo e alla sala giochi sarà aperto anche l’Iper. Chiusi, invece, tutti gli altri negozi. «La direzione – ha detto il patron Antonio Maria Bardelli – ha accolto la richiesta dell’Iper di rimanere aperto, sia per dare un servizio ai cittadini ma credo anche per una questione di concorrenza visto che lo saranno anche molti altri supermercati e dunque in questi momenti non è il caso di arretrare».
Le serrande saranno alzate al centro commerciale Bennet di Pradamano così come ai due punti vendita di Panorama in viale Palmanova e in viale Venezia. E lo stesso accadrà al Billa di via Vittorio Veneto. Aperto il Carrefour nel centro commerciale Friuli a Tavagnacco mentre resterà chiuso il Carrefour del centro commerciale Terminal Nord. Apertura prevista anche per l’Outlet Village di Palmanova. In centro storico, nel settore abbigliamento e accessori, resteranno con le serrande alzate diversi negozi tra i quali Motivi e Zara.
A vuoto, dunque, sono andati gli appelli dei sindacati dei lavoratori. A vuoto le loro richieste di rispettare il giorno della festa del lavoro. E invece niente. Per questo non esitano a definire queste aperture «una vera tristezza». «Troviamo scandaloso – afferma Francesco Buonopane della Filcams Cgil – che si continui ad andare in questa direzione anche perché non porta da nessuna parte, nè ad avere più consumi nè più occupazione ma soltanto un aumento dei costi per le aziende».
Le sigle sindacali, insomma, scuotono la testa di fronte a una liberalizzazione che ormai non tiene più conto delle festività. «Si sta veramente imponendo il modello del consumismo sfrenato – ha commentato Claudio Moretti (Uiltucs Uil) in un periodo in cui non ci sono denari nelle tasche delle persone e mettendo in difficoltà le famiglie che non possono avere una giornata da trascorrere insieme o da dedicare ai loro cari».
I sindacati non resteranno a guardare con le mani in mano. Con molta probabilità si potrebbe svolgere anche un sit-in di protesta davanti a qualche rivendita aperta. In ogni caso proprio tra oggi e domani ci sarà un confronto fra Cigl, Cisl e Uil per fare il punto della situazione e decidere. Non manca un appello anche al nuovo presidente del Fvg Debora Serracchiani. Si chiede di avviare un confronto per trovare insieme misure anticrisi a favore dei lavoratori. E provare, così, ad evitare che in futuro il Primo maggio non sia semplicemente un giorno come tutti gli altri.
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