«Pronto a investire milioni se si fermano i furgoni abusivi»

La Hermes non si ferma. Anzi è pronta a raddoppiare con nuovi investimenti milionari a patto che la lotta ai furgoni abusivi continui. Ad assicurarlo è il socio ucraino della ditta di trasporti udinese, Kisil Rostyslav, il miliardario presidente del colosso “Rosan”, numero uno nelle spedizioni postali in Ucraina con circa 4 mila dipendenti. «Lavoriamo all’estero organizzando spedizioni in 12 Paesi (dall’America al Canada e all’Australia senza dimenticare Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Germania e Polonia, ndr) - ha spiegato ieri nel corso della visita nella sede di Hermes di via Baldasseria Bassa, teatro dell’aggressione che ha visto tre uomini accanirsi a colpi di mazza su uno dei dipendenti a scopo intimidatorio - e vorremo allargare il nostro business anche in Italia, ma qui ci troviamo a fare i conti con un traffico illegale che ci penalizza e insieme a noi penalizza anche l’economia italiana». Il motivo è molto semplice. I circa 500 furgoni abusivi che ogni settimana, secondo una stima delle forze dell’ordine, trasportano circa 2 tonnellate di pacchi al costo di 2 euro al chilo, non pagano le tasse. Un’evasione da 2 milioni di euro a cui vanno aggiunte le rimesse di denaro - anche questo frutto di pagamenti in nero, sui quali i corrieri intascano commissioni dal 5 al 10% -, il commercio di alcolici e sigarette di contrabbando e i proventi dei furti che spesso vengono nascosti dietro ai pacchi: l’ultimo sequestro lo ha fatto la Stradale che ha scovato i pezzi di otto motociclette rubate a Roma.
«Noi ovviamente non trasportiamo denaro o moto rubate - ha sottolineato Rostyslav - ma siamo pronti a investire milioni di euro per sviluppare nuovi progetti di collaborazione con l’Italia. Riportare nell’ambito della legalità questo commercio significa creare almeno un migliaio di posti di lavoro tenendo conto anche dell’indotto».
Ieri la Hermes ha ricevuto anche la visita del presidente della Provincia Pietro Fontanini accompagnato da Stefano Verri, comandante della polizia provinciale, che solo questo fine settimana ha bloccato e sanzionato nove furgoni abusivi. «Dobbiamo bloccare questo traffico illegale che penalizza le aziende friulane e contribuisce a far crescere l’evasione. Sviluppare un commercio legale con l’Ucraina può aiutarci anche a superare la crisi economica».
Anche il direttore della ditta, Vladimir Kobik, vittima dell’aggressione di venerdì 5 aprile sulla quale sta indagando la polizia, ha lanciato un appello: «Questo fatto che è capitato qua non riguarda solo me, noi, riguarda tutti, riguarda l’Italia, del resto in altri paesi questo traffico illegale non viene consentito, ma duramente represso. Senza le istituzioni, senza le forze dell'ordine è complicato riuscire a contrastare questo tipo di traffico». (c.r.)
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