Delitto Sacher: convalidato il fermo, le ragazze in comunità per 2 mesi IL VIDEO DEI TESTIMONI LE RAGAZZE CON SACHER / VIDEO FOTO 1 - 2 - 3 - 4 - 5 - 6 - 7

Nell'udienza di convalida del fermo hanno scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il giudice ha disposto la misura del collocamento in comunità per due mesi con l'accusa di omicidio preterintenzionale non aggravato. Prende forza il movente economico: il pensionato di Udine ultimamente prelevava in continuazione denaro dal bancomat.
Udine 10 Aprile 2013 omicidio di via buttrio casa sotto sequestro Copright Petrussi Foto Press /turco
Udine 10 Aprile 2013 omicidio di via buttrio casa sotto sequestro Copright Petrussi Foto Press /turco

UDINE. Il giudice del tribunale dei minori ha convalidato il fermo delle due ragazzine accusate dell'omicidio di Mirco Sacher e ha disposto il loro collocamento in una struttura protetta per due mesi. Le due ragazzine udinesi sono accusate di omicidio preterintenzionale non aggravato.

In silenzio dal giudice. La decisione è stata presa dopo tre ore di camera di consiglio. Secondo quanto si è appreso tutte e due le accusate sono state in silenzio davanti al Gip, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Le ragazzine sono state sentite separatamente, scegliendo, appunto, il silenzio.

Gli interrogatori di garanzia sono iniziati alle 10 di questa mattina all’interno della casa protetta dove si trovano da lunedì. Il loro primo racconto lo avevano fatto quella notte, prima davanti ai carabinieri di Pordenone poi al pm con l’assistenza dei loro avvocati. Oggi invece il silenzio. Prima dell’adempimento giudiziario una di loro aveva chiesto al suo avvocato se poi potevano andare a casa. Il pm Chiara De Grassi ha chiesto per loro la misura cautelare dell’affidamento in comunità. I legali hanno chiesto invece la revoca della misura cautelare o eventualmente gli arresti domiciliari. Le due ragazzine hanno anche potuto incontrare i genitori: una entrambi, l’altra (orfana di madre) il padre.

Prelievi bancomat ripetuti, sempre di 150 euro, effettuati da Mirco Sacher solo nell'ultimo periodo con una cadenza quasi fissa. C’è il “filo rosso” dei soldi ora a orientare buona parte delle indagini con cui si sta cercando di far luce sulla morte dell’ex ferroviere udinese di 66 anni trovato senza vita domenica pomeriggio in un’area di campagna in via Buttrio.

Prelievi ripetitivi. Ieri gli uomini della Squadra mobile di Udine hanno verificato che l'uomo ha fatto il suo ultimo prelievo a uno sportello Unicredit domenica scorsa verso le 9. Nei video ricavati dal sistema di videosorveglianza dell’istituto di credito si vede distintamente che ad effettuare l'operazione è stato il pensionato. Le due quindicenni udinesi che hanno dichiarato di aver strangolato l'uomo dopo essere state vittime di un tentativo di stupro hanno sostenuto di non aver mai utilizzato la tessera, anche se una di loro l'aveva in borsetta.

Una super testimone. Sarebbe poi spuntata la testimonianza di una donna che ha assistito a uno scambio di battute tra Sacher e le due giovani proprio sull’argomento soldi.

Tutti questi elementi, messi a fuoco dagli investigatori nelle ultime ore, contribuiscono a tenere in piedi, almeno per il momento, due piste investigative: quella iniziale a sfondo sessuale di cui hanno parlato le stesse quindicenni e quella “economica”.

La pista economica. In quest’ottica gli investigatori verificheranno tutti i filmati delle telecamere degli istituti di credito dove sono stati compiuti prelevamenti con il bancomat di Sacher, prima della sua morte, per capire se ad effettuare le operazione sia stato sempre l’uomo stesso o altre persone. Lo ha anticipato il procuratore capo della Procura dei minori a Trieste, Dario Grohmann. Il fatto che Sacher avesse una certa disponibilità economica, insieme con altri aspetti della persona e del suo rapporto con le adolescenti, sposta l’asse delle indagini dal movente sessuale ad altri di natura diversa, tra i quali quello della pista economica. «Fin da subito non ci siamo limitati all’ ipotesi dell’aggressione sessuale», ha specificato ieri lo stesso procuratore.

Un ricatto? A cosa servivano quei 150 euro prelevati ogni tre-cinque giorni da Sacher? Solo per fare la spesa? Le ragazze avevano mai chiesto soldi al pensionato? Forse gli avevano detto di averne bisogno più del solito - non solo per uscire con gli amici o per comprare qualche sigaretta - raccontando una storia particolare? Gli inquirenti, coordinati dal pm Chiara De Grassi, non possono escludere nemmeno l’ipotesi di un eventuale ricatto. Una congettura che potrebbe anche spiegare come mai i tre si siano diretti in aperta campagna pur avendo a disposizione una casa e dopo aver trascorso insieme già diverse ore. In via Buttrio doveva forse scattare un tranello? E Mirco Sacher a quel punto si è arrabbiato? E così anche le ragazze? C’è un testimone che li ha visti discutere animatamente. Parlavano di soldi? Che cosa può aver acceso i loro animi a tal punto da sfociare in una colluttazione (che l’autopsia conferma esserci stata)?

Sentiti amici e compagni. Una delle due adolescenti, in passato, ha avuto come fidanzatino un ragazzo Rom che aveva messo in piedi un’estorsione ai danni di un conoscente gay. Nell’indagine era rimasta coinvolta solo in una prima fase anche la quindicenne. Ma poi la posizione di lei, come ha assicurato lo stesso procuratore Grohmann a un quotidiano nazionale, era stata archiviata. La polizia tra lunedì e ieri ha ascoltato amici e compagni delle due quindicenni, ma dai loro racconti non sarebbero emersi spunti rilevanti.

La domenica delle ragazze. Avrebbe dovuto essere una domenica di svago quella dello scorso 7 aprile, almeno secondo gli intendimenti delle due quindicenni. Secondo la ricostruzione che si va meglio delineando con il passare delle ore, la giornata era stata organizzata all’insegna dello svago. Una delle due amiche dorme a casa dell’altra, alla periferia nord di Udine. Poi, la domenica mattina, si svegliano chiamano Sacher, che passa a prenderle con la sua Punto bianca, come già aveva fatto in altre occasioni. I tre vanno in una gelateria a Remanzacco dove fanno colazione. Vi rimangono una ventina di minuti, come confermano anche le telecamere.

Una bevuta in compagnia. Poi vanno in un supermercato non lontano da casa di Sacher, comprano un po’ di vino che probabilmente bevono in compagnia.

Calci alla macchina, Le due ragazze vengono notate in via Strassoldo, mentre sono in strada e danno alcuni calcetti all’auto di Sacher. Sembrano allegre. Sembra una sorta di gesto goliardico, non l’azione di una persona arrabbiata.

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