CasaPound apre una sede e la intitola a Baracca

Udine, sarà inaugurata in piazzale Cella per ricordare l’eroe dei cieli caduto nel ’18. «Impegno nel sociale e nel volontariato. Non siamo né di destra né di sinistra»
Udine 23 Marzo 2013 manfestazione foresta che avanza Copyright Petrussi Foto Press /turco
Udine 23 Marzo 2013 manfestazione foresta che avanza Copyright Petrussi Foto Press /turco

UDINE. CasaPound sbarca in città. Il movimento nato a Udine come costola dell’associazione Utinum et Patria ora avrà una sede. In piazzale Cella si lavora già da qualche mese, mancano gli ultimi ritocchi e poi un ex negozio di 60 metri quadri potrà essere intitolato all’eroe dei cieli Francesco Baracca, perché è nei valori romantici dell’aviatore caduto in battaglia nel 1918 che si riconosce il gruppo di CasaPound Udine, una quarantina di soci per lo più under 30.

Nata nel 2003 nel quartiere Esquilino a Roma come centro sociale di ispirazione fascista, oggi CasaPound vede se stessa in modo diverso, a cominciare dall’inclinazione politica. «Non siamo né di destra né di sinistra, né rossi né neri», spiega il responsabile udinese, Denys Zanuttini. «Prendiamo le parti buone del fascismo, l’unica vera rivoluzione del ventesimo secolo in Italia», aggiunge. Déja vù.

«Parole molto simili a quelle usate di recente dal capogruppo alla Camera dei 5 stelle, Roberta Lombardi?», chiediamo. «Il paradosso è che da destra siamo visti con un po’ di titubanza, mentre tutti gli altri ci copiano – dice Zanuttini –. Penso alla proposta del mutuo sociale, alla raccolta di firme contro Equitalia che portiamo avanti da mesi e al lavoro nel sociale. Abbiamo un gruppo di Protezione civile autonomo e a breve partirà un progetto a favore dei disabili».

Tutti impegni destinati a crescere nella nuova sede. Un progetto che ha richiesto molti mesi «perché è tutto autofinanziato dai soci», sottolinea Zanuttini. «Dietro quella vetrata di piazzale Cella ci sono anni di nostre fatiche. Non vogliamo contributi pubblici – aggiunge il portavoce di CasaPound – perché riteniamo che la vera politica debba essere fatta con impegno e sacrificio».

L’apertura della sede di CasaPound non passerà inosservata. Le prime acredini sono emerse sabato quando in piazza Libertà c’erano 400 esponenti di CasaPound, arrivati da Lazio, Piemonte e pure da Francia e Repubblica Ceca per manifestare contro la vivisezione e chiedere la chiusura della multinazionale Harlan. E subito è arrivata la contromanifestazione.

«Non abbiamo paura – dice Zanuttini –. Se la sede subirà danni ci rimboccheremo le maniche e la ricostruiremo, come abbiamo sempre fatto. Abbiamo deciso di intitolarla a Francesco Baracca perché era un eroe vero, un romantico che combatteva il mezzo, non la persona. E una volta sconfitto il nemico andava a rendergli omaggio. Un uomo da prendere a esempio al punto tale che fu D’Annunzio a scrivere il suo elogio funebre. E quel “cuore, motore, tendini e tiranti” che il Vate utilizzò per salutare Baracca è diventato uno dei nostri motti».

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