Auto fuori strada, muore un anziano

L’incidente tra Spessa e Cividale, Luigi Lodolo, 84 anni, di Pozzuolo, viaggiava con figlia e genero, entrambi rimasti feriti

CIVIDALE. Un morto e due feriti, ieri, sulla statale che collega Corno di Rosazzo alla città ducale: viaggiavano tutti su una Fiat Panda, diretti verso Cividale. A un tratto – in corrispondenza di una delle prime case della borgata di Spessa – lo sbandamento sul ciglio, l’urto contro un palo, la carambola sull’asfalto, violentissima; l’auto si è ribaltata sul fianco sinistro, il cofano e il parabrezza sono esplosi in una miriade di frammenti. Un inferno.

Il passeggero seduto nel posto anteriore, Luigi Lodolo, 84enne originario di Pozzuolo ma da un paio di mesi residente a Cividale, non ha avuto scampo. L’impatto lo ha ucciso all’istante. La conducente – la figlia dell’anziano, Daniela, 54enne – e la terza persona a bordo, il marito della donna (Sergio Nadalutti, 61 anni, di Cividale), hanno invece perso i sensi, rimanendo bloccati in un ammasso di lamiere informe e pericolante, ruote all’aria. E’ successo alle 11 di ieri, su via Cormons appunto, all’altezza del civico 79: un tratto di rettilineo, fiancheggiato da un lato da campi e dall’altro – quello sulla destra, guardando in direzione della città ducale – da un’abitazione.

E’ stato proprio in corrispondenza del recinto della villetta che la Panda ha perso il controllo, uscendo leggermente dalla carreggiata e sfiorando il fossato: nel tentativo di abbandonare il ciglio erboso e di riguadagnare la strada la macchina è poi finita contro un palo, come detto, e si è capovolta, fermandosi al centro dell’arteria. Il botto è stato talmente forte che il bagagliaio si è spalancato, rovesciando sull’asfalto la sedia a rotelle di cui da qualche tempo si serviva Luigi Lodolo; tutt’attorno, nel raggio di una decina di metri, vetri, pezzi di carrozzeria, chiazze d’olio.

Per estrarre il corpo senza vita dell’anziano e per recuperare i due feriti è stato necessario un lungo intervento dei Vigili del fuoco, sopraggiunti con un mezzo dal distaccamento cividalese; insieme a loro sono arrivati sul posto – allertati da automobilisti di passaggio e dalla gente della zona, richiamata all’aperto dal fragore dell’incidente – il 118, con un’ambulanza e l’elisoccorso, i Carabinieri e la Polizia, rispettivamente con tre e con una pattuglia. Difficile dire con esattezza cosa abbia provocato il disastro, verificatosi poco dopo che i coniugi avevano lasciato al lavoro una delle loro tre figlie: di certo si è trattato di un’uscita di strada autonoma. Nessun altro veicolo è rimasto coinvolto, ed è quasi un miracolo considerando la densità di traffico che si registra sul tracciato.

Nel giro di pochi minuti, non a caso, su entrambi i sensi di marcia si sono create lunghe code. La statale era assolutamente impraticabile e le forze dell’ordine, così, hanno dovuto dirottare i mezzi in transito su percorsi alternativi, da un lato all’altezza dello snodo per Ipplis e sull’altro in corrispondenza della via che permette di raggiungere il Comune di Prepotto. Nel frattempo gli operatori sanitari cercavano di rianimare la figlia e il genero di Lodolo, che i pompieri erano riusciti a liberare tagliando, letteralmente, il tetto della Fiat: la prima è stata trasferita all’ospedale di Udine in elicottero, intorno alle 11.30; per il trasporto del marito, invece – recuperato per ultimo dalla carcassa della Panda –, si è utilizzata l’ambulanza. Nessuno dei due corre pericolo di vita. La paralisi della statale si è protratta per alcune ore: dopo la rimozione delle macchine incidentate, a cominciare dalla Fiat Panda, è stato infatti necessario procedere a un’accurata operazione di pulizia dell’asfalto, che si presentava costellato, come detto, di vetri, pezzi di plastica, chiazze di liquido.

Lucia Aviani

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