E’ morto don Redento Bello, il partigiano osovano che fu protagonista della pace di Porzus

Sfuggito alla strage delle malghe, nel 2002 si riconciliò con il comandante garibaldino Vanni Padoan
ANTEPRIMA PORZUS 23 AGOSTO CERIMONIA PRESSO LA MALGA TELEFOTO COPYRIGHT FOTO AGENCY ANTEPRIMA UDINE
ANTEPRIMA PORZUS 23 AGOSTO CERIMONIA PRESSO LA MALGA TELEFOTO COPYRIGHT FOTO AGENCY ANTEPRIMA UDINE

UDINE. È morto monsignor Redento Bello (Candido), 99 anni, il sacerdote della Resistenza. Sfuggito per caso alla strage di Porzus, fu, assieme a Giovanni Battista Padoan (Vanni) uno dei protagonisti della riconciliazione tra osovani e garibaldini. Quello fu un abbraccio storico tra i due partigiani che si scambiarono i fazzoletti rosso e verde. Nato a Silvella (Fagagna) nel 1913, don Bello era stato ordinato sacerdote nel 1937. Era cappellano militare in un piccolo ospedale da campo a Caporetto quando nell’ottobre 1940 fu assegnato al 31º Reggimento di fanteria e spedito sul fronte greco-albanese. Alcuni giorni dopo l’8 settembre si unì ai partigiani e si trasferì a Flaipano, sopra Tarcento, da dove portò un contributo fondamentale per la costituzione della nuova formazione partigiana "Osoppo", in onore del paese dove nel 1848 gli italiani avevano resistito strenuamente all'assedio austriaco. Don Bello si è spento ieri sera alla Fraternità sacerdotale di Udine. Era il prete più anziano della diocesi.

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