Il consiglio: la ferrovia va spostata fuori Udine FOTO

UDINE. All’unanimità, il Consiglio comunale dice «no» alla tratta ferroviaria che taglia in due la città. Dopo una lunga discussione proseguita per più di due ore durante le quali maggioranza e opposizione si sono schierate al fianco dei cittadini che da mesi chiedono di trasferire i convogli nella tratta in trincea all’esterno delle zone residenziali, ieri sera, l’assemblea di palazzo D’Aronco ha chiesto, con l’approvazione di un documento, a Rfi (Rete ferroviaria italiana) di spostare, nel medio periodo, almeno i treni merci che trasportano sostanze pericolose e successivamente tutti convogli.
Un trasferimento che il sindaco e la giunta devono trattare con Rfi, con la Regione e il Governo per trovare i 70 milioni necessari a completare la tratta seminterrata realizzata negli anni Novanta e mai utilizzata a pieno regime. Nello stesso documento, l’amministrazione comunale si dice disposta «a valutare, una volta dismessa, l’acquisizione della tratta per inserirla nel contesto urbanistico». Il tutto sotto l’occhio vigile di un gruppo di sorveglianza, composto da consiglieri di maggioranza e opposizione e da una delegazione di cittadini, che avrà il compito di seguire l’evolversi della situazione e di monitorare l’attuazione degli interventi a breve e a lungo termine.
Soddisfatti i cittadini presenti numerosi in aula dove prima dell’inizio della seduta avevano esposto il cartello «fatti non parole», che con l’approvazione bipartisan del protocollo d’intesa ritengono di aver fatto un passo avanti nella battaglia. A presentare il documento è stato l’assessore alla Qualità della città, Lorenzo Croattini, precisando, anche alla luce della polemica scoppiata con i pendolari, che Udine non ha nulla contro i treni chiede solo sicurezza per i residenti.
E se per il capogruppo dell’Udc, Piergiorgio Bertoli, il documento è ancora poca cosa e per questo avrebbe preferito che il consiglio incaricasse Honsell di andare a Roma a trattare direttamente con l’amministratore delle Fs, Mauro Moretti, per tutto il resto dell’opposizione il problema, come ha detto Natale Zaccuri (Identità civica), «non è degno di un paese civile».
Un po’ piccato l’intervento di Enrico Berti (Pdl) secondo il quale il nuovo Piano regolatore, a differenza del vecchio che prevedeva la dismissione dei binari, riconosce la ferrovia. E mentre Carmelo Spiga (Pd) chiedeva giustizia per i residenti a Lumignacco dove il passaggio a livello non manca, Gianni Ortis riconosceva l’importanza della partecipazione dei cittadini.
A tirare le fila è stato il sindaco ricordando che, la scorsa estate, Moretti aveva proposto l’interramento dei 5 passaggi a livello. Il costo stimato ammontava a 100 milioni di euro. «Non vogliamo l’interramento della ferrovia» ha ripetuto Honsell secondo il quale «la servitù va ridiscussa anche in virtù del futuro corridoio Adriatico-Baltico. «Va ridiscussa - ha ribadito Honsell- con l’autorevolezza dei parlamentari diversi da quelli avuti finora che su questo tema non hanno fatto nulla».
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