Rototom, la decisione alla Consulta

Il giudice dovrà decidere se bloccare il processo contro Filippo Giunta e inviare il fascicolo a Roma
Sunsplash05 02.07.05 Arrivi - Foto rogo
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UDINE. Passa da Udine la cancellazione della legge Fini Giovanardi. Quel testo che inasprisce le sanzioni contro i tossicodipendenti e cancella la distinzione fra droghe pesanti e leggere sarebbe incostituzionale.

Ad accertarlo sarà la Consulta, ma a porre la questione è il difensore di Filippo Giunta, l’avvocato Alessandro Gamberini, durante la prossima udienza a Tolmezzo. Un’udienza che si sarebbe dovuta celebrare oggi, ma un imprevisto ha fatto slittare la data. In ogni caso, a stabilire se bloccare il processo al Rototom e inviare l’intero fascicolo a Roma è il giudice monocratico che si occupa del caso, Fabio Luongo. A lui il compito di emettere un’ordinanza per motivare la richiesta di incostituzionalità.

«Quella legge è stata approvata sette anni fa con un colpo di mano del governo», ha garantito l’ex sottosegretario alla Giustizia e presidente della Società della ragione onlus, Franco Corleone, ieri a margine dell’incontro “La parola alla corte” a palazzo D’Aronco.

«La modifica del Testo unico sulle droghe è stata inserita nel decreto legge per le Olimpiadi di Torino. E la Corte costituzionale, con la sentenza 22 del 2012, ha stabilito che deve essere rispettata l’omogeneità del tema, oltre al fatto che, in fase di conversione, non possono essere introdotti nuovi emendamenti», ha aggiunto Corleone. Una serie di eccezioni che l’avvocato Gamberini ha già anticipato al giudice. «Non è un mezzo pretestuoso con cui bloccare oppure ostacolare il processo – precisa –. Tutt’altro, ritengo che possa segnare la morte della Fini Giovanardi poiché in palese contraddizione con una sentenza della Corte costituzionale».

Il processo di Tolmezzo punta ad accertare se al parco del Rivellino, dove il festival reggae più grande d’Europa è nato prima di trasferirsi in Spagna, Giunta abbia agevolato l’uso di stupefacenti.

«È una tesi infondata – assicura Gamberini – altrimenti ogni organizzatore di concerti potrebbe finire in carcere».

Fra il pubblico c’era anche l’assessore comunale Lorenzo Croattini: «Ho sempre avuto una posizione antiproibizionistica sulle droghe – ha spiegato –. Non ho mai fumato neppure uno spinello, ma è evidente che la repressione non funziona. Il problema della dipendenza deve essere affrontato con un approccio diverso». All’incontro, coordinato da Massimo Brianese della Società della ragione, hanno partecipato anche il presidente onorario di Antigone, Mauro Palma, gli avvocati Rino Battocletti e Andrea Sandra, nonché il magistrato e parlamentare Luigi Saraceni. (m.z.)

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