Welfare, i criteri leghisti hanno escluso più italiani

Il welfare padano penalizza più gli italiani degli immigrati. E’ questa la sintesi dell’intervento dell’assessore Vincenzo Romor chiamato a rispondere – «da tecnico, la politica la lascio al consiglio» è stato l’esordio – alla mozione con la quale il gruppo della Lega Nord ha chiesto conto al Comune della disapplicazione, nell’ambito del bando sui contributi per l’affitto oneroso, della legge regionale 16. Ovvero della norma che prevede il requisito di almeno 24 mesi di residenza in Friuli Venezia Giulia per accedere agli aiuti.
Romor, nell’evidenziare che «la legge è stata impugnata dal governo davanti alla Corte costituzionale per cui abbiamo preferito far riferimento alla legge europea laddove possibile per evitare successivamente ricorsi», ha spiegato che, a essere penalizzati dalla restrizione targata Carroccio, sono stati soprattutto gli italiani. «Tralasciando il caso dei rifugiati (tre casi) – abbiamo avuto 15 nuclei familiari che avevano una residenza inferiore ai due anni. E di questi, dieci erano italiani e cinque immigrati» ha riassunto Romor.
Ma la Lega non si è accontentata della risposta. i tondi sono stati più che pungenti, tanto da scatenare la reazione stizzita della maggioranza. A far scaldare gli animi è stata Isena Peresson che nel condannare la mancata applicazione della legge 16 «per ragioni politiche», ha accusato il sindaco di essere «invasato ed ebbro di ideologia. Sarebbe assurdo – ha aggiunto la consigliera tra le proteste dell’aula, mentre i consiglieri di maggioranza la accusavano di mancanza di rispetto – che un documento che chiede il rispetto di una legge vigente fosse respinto». La mozione non è stata votata – la discussione, su richiesta della Lega stessa proseguirà nella prossima seduta –, ma le speranze sono poche. «Non si illuda che le approvino la mozione – ha detta Pedicini a Peresson –, che ha avuto il merito di far capire che la giunta ha disapplicato una legge per ragioni ideologiche».
Riccardo Piccinato, che ha presentato il documento tra qualche contestazione della maggioranza, rincara la dose: «L’amministrazione Pedrotti, manovrata da Bolzonello, non pensa ai pordenonesi ma solo agli immigrati: pur di dimostrarlo non rispetta le leggi. Se Pedrotti voleva fare il Sindaco dei clandestini, non doveva candidarsi a Pordenone, ma a Lampedusa». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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