Giorni contati per il Punto nascita A novembre stop

Latisana: la Regione avrebbe già deciso la chiusura Il centro sinistra: ora a rischio anche la Guardia pediatrica
20061109 - PONTEDERA (PISA) - ECO : ISTAT: PIU' VECCHI, MENO FIGLI, PRESI DA BUDGET E TRAFFICO. ITALIANI SFIORANO QUOTA 59 MLN, MA CON STRANIERI,CALA FECONDITA'. Il reparto di ostetricia dell' ospedale Lotti di Pontedera (Pisa) fotografato oggi. Italiani sempre piu' vecchi, tra i piu' anziani d'Europa, destinati a vivere in case sempre piu' piccole, con sempre meno figli ed alle prese con un budget che non basta mai e che li vede ogni mese dover mettere in conto 2.400 euro, con i costi dell'abitazione in continua crescita e l'incubo del traffico, dello smog e dei parcheggi che supera le preoccupazioni per i rischio-criminalita'. E se continuano a sposarsi - con i matrimoni in comune che crescono a discapito di quelli in chiesa - secondo la fotografia scattata dall'Istat nell'Annuario Statistico 2006 diffuso oggi, il destino del matrimonio e' sempre piu' a rischio: aumentano infatti le separazioni ed i divorzi. FRANCO SILVI / ANSA / PAL
20061109 - PONTEDERA (PISA) - ECO : ISTAT: PIU' VECCHI, MENO FIGLI, PRESI DA BUDGET E TRAFFICO. ITALIANI SFIORANO QUOTA 59 MLN, MA CON STRANIERI,CALA FECONDITA'. Il reparto di ostetricia dell' ospedale Lotti di Pontedera (Pisa) fotografato oggi. Italiani sempre piu' vecchi, tra i piu' anziani d'Europa, destinati a vivere in case sempre piu' piccole, con sempre meno figli ed alle prese con un budget che non basta mai e che li vede ogni mese dover mettere in conto 2.400 euro, con i costi dell'abitazione in continua crescita e l'incubo del traffico, dello smog e dei parcheggi che supera le preoccupazioni per i rischio-criminalita'. E se continuano a sposarsi - con i matrimoni in comune che crescono a discapito di quelli in chiesa - secondo la fotografia scattata dall'Istat nell'Annuario Statistico 2006 diffuso oggi, il destino del matrimonio e' sempre piu' a rischio: aumentano infatti le separazioni ed i divorzi. FRANCO SILVI / ANSA / PAL

LATISANA. La data è ancora ufficiosa, il primo novembre, ma le indiscrezioni che arrivano dalla Regione ormai danno per certa la chiusura del punto nascita dell’ospedale civile di Latisana fra due settimane. Un brutto colpo per tutto il territorio della Bassa orientale e per la stessa struttura ospedaliera. Solo due giorni fa il sindaco di Latisana, Salvatore Benigno lanciava un segnale alla Giunta regionale, “discutiamone assieme” diceva, «non si proceda con decisioni calate dall’alto», dichiarazioni che il capogruppo del Centro sinistra, Orlando Fantin ieri, alla luce di quanto ormai deciso a Trieste, ha definito «puerili. Ma dove erano lui e il suo predecessore negli ultimi 10 anni – si chiede Fantin – possibile che non abbiano capito ciò che ben tre direttori generali dell’Azienda sanitaria stavano perseguendo?».

E il futuro ipotizzato dal Centro sinistra per l’ospedale di Latisana non è per nulla roseo: «Dopo la chiusura del Punto nascita la prospettiva è la perdita della Guardia pediatrica e del reparto di Pediatria stesso. Nel 2008 a Latisana si istituì la guardia pediatrica in virtù del ruolo che la pediatria e l’Area di emergenza hanno nei mesi fra maggio e settembre, di risposta alle zone turistiche di Lignano e di Bibione. E questa doveva essere la specificità per Latisana così come per il nuovo Pronto Soccorso di Lignano, da quattro anni finanziato con 5 milioni di euro che però non parte».

E su questo tema il capogruppo consiliare Fantin ritiene che abbia una grossa responsabilità anche l’ex sindaco di Latisana, Micaela Sette, «innalzare la bandiera è compito del sindaco, ma più importante sarebbe stato essersi spesi per difendere e potenziare la peculiarità strategica che il periferico ospedale di Latisana non può non avere, pena la sua lenta agonia. Quando quattro anni fa lo stesso sindaco di allora riuniva a consulto i primari ospedalieri di Latisana le veniva fatto notare come si poteva arrivare a un tanto. Nel frattempo però si procedeva con una profonda ristrutturazione dell’ospedale, dove era palese che l’area ostetrica sarebbe stata inadeguata per un punto nascita. E invece diventavano importanti servizi come Hospice e Rsa che ora, con il placet di Benigno e grazie al lascito Toniatti, usciranno dall’ospedale per andare nella “cittadella della salute” che questa amministrazione si accinge a realizzare con una spesa di quasi 8 milioni di euro». «Invece di proporre vergognosi ordini del giorno sull’emergenza ambientale della laguna – conclude Fantin - il sindaco dovrebbe chiedersi come mai il suo amico governo regionale di Centro destra pone Latisana in una realtà di periferia geografica e politica a favore di un ospedale alle porte di Udine quale Palmanova».

Paola Mauro

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