Sempre più volpi in città Una uccisa in via Buttrio

Interventi quotidiani e continui. E una presenza in costante crescita: stiamo parlando dell’incremento esponenziale delle volpi. Animali selvatici che sempre più spesso invadono anche gli spazi della città. A volte obbligando le guardie venatorie a intervenire, magari uccidendo anche l’animale come è accaduto qualche giorno fa in via Buttrio, dove l’episodio ha suscitato anche un po’ di perplessità tra i cittadini.
Le cifre sono abbastanza chiare. Solo ieri mattina ad esempio gli addetti della guardia faunistica e venatoria della Provincia di Udine si sono occupati del recupero di sette esemplari di volpe, tutti deceduti, recuperati ai margini delle strade, di cui uno trovato a un passo da Udine, lungo la Tangenziale. «Come prevede la prassi - spiegano gli addetti del servizio provinciale - ogni esemplare ritrovato viene portato al servizio veterinario dell’Ass 4 per effettuare i necessari esami anche post mortem». Qualche mese fa è stato infatti trovato un esemplare affetto dalla rabbia a qualche chilometro oltre il confine con la Slovenia, all’altezza di San Pietro al Natisone. E da allora, ancora di più rispetto al passato, l’allerta è massima. E ogni animale morto viene attentamente analizzato.
Quest’estate l’Ass4 aveva anche effettuato una campagna di vaccinazioni anti-rabbia per le volpi tramite il posizionamento di esche. E forse proprio grazie a questa campagna le varie colonie di volpi sono ulteriormente proliferate. Gli esperti ora stimano che la loro presenza in alcune zone a ridosso della città, tra il Cormor e il parco del Torre, superi notevolmente quella di altre zone più distanti da grandi agglomerati urbani come la riserva dell’Isonzo. «Nella periferia udinese - spiegano i naturalisti - trovano un habitat favorevole e anche condizioni sicure per l’approvvigionamento magari grazie anche a qualche discarica».
Niente di strano quindi che una di loro, qualche giorno fa, sia stata trovata da alcuni cittadini in un giardino di un’abitazione in via Buttrio. Non sapendo cosa fare gli abitanti hanno chiamato i Vigili del fuoco, che hanno allertato il servizio veterinario dell’Ass 4 e la guardia faunistica e venatoria della Provincia. Il veterinario ha riscontrato che l’animale, oltre a essere fortemente debilitato, molto probabilmente era affetto anche dalla rogna (come l’autopsia ha confermato). Quindi ne è stato disposto l’abbattimento. Come prevede la prassi gli hanno sparato. Un metodo, secondo qualche cittadino presente alla scena, un po’ troppo cruento, essendo stato usato, a loro dire, un fucile calibro 12. Un metodo comunque consentito.
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