«In Provincia fermi 172 milioni di euro»

«I soldi fermi sono la conferma del fallimento della Provincia». La consigliera dell’Italia dei valori Paola Schiratti attacca di nuovo Palazzo Belgrado «per i fondi già assegnati, ma non distribuiti a imprese, associazioni, comuni e famiglie». Per la Schiratti si tratta di una somma record di 172 milioni di euro. «Tra questi i “debiti” in conto capitale nati prima del 2007, cioè prima della giunta Fontanini, ancora aperti al 31 dicembre 2011 ammontano a euro 82 milioni - spiega la Schiratti -. Denaro che dovrebbe essere fatto circolare a beneficio dell’economia e della società che soffrono per la grave crisi che non sembra ancora risolversi. Ma per far questo servono una visione strategica, un’efficace regolamentazione, un’analisi attenta delle situazioni, puntuali controlli di gestione e verifiche dei risultati, ciò che la giunta Fontanini non ha fatto».
Secondo la Schiratti, uno dei casi più emblematici di questi ritardi è quello delle ecopiazzole fantasma. «L’assessore all’Ambiente Enio Decorte si giustifica spiegando che la Provincia in un decennio ha speso 18 milioni di euro nel settore e se 4 milioni di euro non sono stati spesi è colpa dei Comuni ritardatari e chi non ha provveduto verrà sanzionato. Ma queste sono logiche superate e la risposta di Decorte è un’autoaccusa che ci fa capire come ha funzionato in questi anni la Provincia di Udine gestita dalla giunta Fontanini. Cosa dice il presidente? Concorda con la posizione dell’assessore? Nel caso delle ecopiazzole sono stati distribuiti soldi a tutti i comuni, in più tranche di 100-120 mila euro, cifre insufficienti alla realizzazione delle opere che costano dai 400 ai 500 mila euro. La Provincia - sostiene la Schiratti - avrebbe dovuto esercitare il suo ruolo di area vasta, riunire più Comuni in un ambito ottimale, individuare un’unica area strategica da utilizzare e gestire in forma associata. Si sarebbero realizzati un risparmio di spesa, una riduzione delle tasse sui rifiuti, un minor utilizzo di suolo, una riduzione dei rischi di inquinamento e un servizio migliore ai cittadini». Per questo motivo, secondo la Schiratti «è mancata alla Provincia di Udine la capacità di svolgere la sua funzione e coordinare la realizzazione delle opere pubbliche nel senso della efficienza, del risparmio, della soddisfazione dei cittadini. Come si evince sia dalla relazione della giunta, sia dalla relazione dei revisori al rendiconto 2011 della Provincia, nel programma organizzazione e smaltimento dei rifiuti gli impegni verso terzi a fine 2011 ammontano a 9 milioni 973 mila euro e sono stati pagati solo 1 milione e 575 mila euro cioè il 15,5%». (c.r.)
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