«Giù le mani dalla Soprintendenza»

Casadio (Sps): bisobgna difendere e non gettare fango su un’istituzione dello Stato

SACILE. A Sacile si getta discredito sull’immagine della Soprintendenza come istituzione. È il pensiero che esprime la lista civica Sacile partecipata e sostenibile. «È ovvio – commenta la civica – che il segretario locale della Lega Marco Bottecchia deve dar man forte al Carroccio regionale nell’attaccare pesantemente la Soprintendenza. Inoltre, come ex assessore ai lavori pubblici e corresponsabile quindi della scelta della rotatoria di viale Zancanaro, può deviare l’attenzione dallo spreco di risorse per un’opera non necessaria anzi facilmente sostituibile con altro intervento. Si aggiunge così al fuco aperto dal presidente della Regione, dal presidente dei costruttori edili e soprattutto dall’intera amministrazione sacilese. E questo secondo tipo di “fuoco” che ci preoccupa molto: come possono, infatti, un’amministrazione regionale e una comunale, un presidente di Regione e un sindaco, screditare l’Ufficio della Soprintendenza come istituzione pubblica minacciando la denuncia e auspicandone la cancellazione? Come può partire un tale discredito dell’immagine di una istituzione pubblica da parte di chi a sua volta ricopre un così importante ruolo pubblico? Come si può incrinare la fiducia dei cittadini con un attacco che parte dall’interno dello stesso apparato pubblico?».

Secondo Sps una cosa è individuare e intervenire sulle singole persone il cui comportamento ha causato danno alla pubblica amministrazione, come stabilisce la legge, tutt’altra sono le autorità che si scagliano contro chi dovrebbero invece sostenere proprio perché appartenenti entrambi alla pubblica amministrazione, tutt’altra cosa è il discredito dell’immagine della Soprintendenza in qualità di istituzione. Questa secondo la lista civica è la vera differenza che sposta l’attacco su un terreno che non è certo quello della salvaguardia del bene pubblico».

«È un fatto di una gravità inaudita – sottolinea Sps – che va ben oltre l’arroganza di chi rappresenta interessi privati (anche a Sacile c’è chi ha scritto al sindaco scagliandosi contro il Soprintendente precedente non certo per chiedere maggiore efficienza operativa). È impensabile però minare da parte di chi rappresenta e tutela interessi pubblici quel bene-valore connaturato all’esercizio dei poteri e delle funzioni che l’ordinamento attribuisce all’ente in questione».

In questo contesto la civica ravvede un uso strumentale delle questione dei “tempi lunghi”, una lesione dell’Ufficio della Soprintendenza come un valore per la tutela della collettività, con un attacco da parte di massimi rappresentanti pubblici volto a diffondere nell’opinione pubblica, senso di sfiducia facilmente trasformabile in pregiudizio per minare l’autorevolezza della Soprintendenza (m.mo.)

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