Danno erariale: condannati Strassoldo e la sua giunta

Provincia di Udine. Devono restituire 85 mila euro per aver assunto un dirigente esterno all’Ambiente. L’incarico fu dato a un avvocato che aveva presentato il curriculum il giorno prima
ANTEPRIMA Udine 7 ottobre 2007 marzio
ANTEPRIMA Udine 7 ottobre 2007 marzio

UDINE. Marzio Strassoldo e i sette assessori che insieme a lui sedevano tra i banchi della Provincia di Udine nel 2006, sono stati condannati dalla Corte dei Conti del Fvg per aver affidato un incarico dirigenziale esterno per l’area ambiente all’avvocato Marco Zucchi.

Secondo i giudici la giunta provinciale ha così cagionato un danno erariale di circa 85 mila euro all’amministrazione provinciale di Udine. La Corte dei Conti ha condannato l’allora presidente Strassoldo al pagamento di 42.621 euro, gli assessori Renato Carlantoni, Daniele Macorig, Fabio Marchetti, Paride Cargnelutti e Mario Strazzolini al pagamento di 7.306 euro e gli assessori Enio Decorte e Adriano Piuzzi al risarcimento di 3.044 euro.

La differenziazione degli importi è dovuta al fatto che, al momento della votazione della delibera per l’affidamento dell’incarico, De Corte si è astenuto, mentre Piuzzi era assente. La sentenza è stata depositata ieri, ma risale al 12 luglio scorso, a firma di Francesca Padula ed Enrico Marotta.

Nel mirino della Procura contabile erano finiti i provvedimenti con cui la giunta, nonostante il parere non favorevole degli uffici, anziché rinnovare l’incarico al precedente dirigente, dipendente di palazzo Belgrado, aveva scorporato alcuni servizi dell’area ambiente, affidandoli ad un dirigente esterno extradotazione organica. In questo modo, secondo la Procura contabile, il presidente della Provincia, il 31 ottobre 2006, al di fuori di qualsiasi procedura selettiva della figura ricercata, avrebbe individuato nell’avvocato che aveva presentato il suo curriculum il giorno prima, il soggetto con cui costituire il rapporto di lavoro a tempo determinato, della durata di un anno, poi implementato con competenze in materia di emissioni di atmosfera e prorogato dalla scadenza del 31.10.2007 fino al 31.12.2009 (poi interrotto per il commissariamento dell’ente), costato 85.533 per l’ultima parte del 2006 e per il 2007.

I diretti interessati rigettano la decisione della Corte dei Conti e annunciano ricorso. «Non sapevo nulla della sentenza - commenta Marzio Strassoldo - la considero comunque una decisione ridicola. Ricorreremo sicuramente in appello». L’ex presidente della Provincia pochi giorni fa era stato condannato anche a pagare all’ente di palazzo Belgrado 150 mila euro per il danno d’immagine provocato con la stipula dell’accordo con Italo Tavoschi, nel corso della campagna elettorale del 2006.

Deciso a non accettare il verdetto della Corte dei Conti anche Renato Carlantoni: «Attendo di poter leggere le motivazioni che hanno portato a questa sentenza per capire come comportarmi - afferma - comunque credo che ricorrerò, visto che, come insegna il recente caso di assoluzione dell’ex governatore Riccardo Illy, le sentenze di primo grado possono essere ribaltate in appello».

Nessun commento arriva da parte di Daniele Macorig, mentre Enio Decorte preferisce aspettare di poter leggere le motivazioni prima di esprimersi. Paride Cargnelutti invece, annuncia subito l’intenzione di voler ricorrere in appello: «Riteniamo ingiusta la decisione della Corte dei Conti - conclude - e per questo siamo pronti a fare ricorso. Abbiamo soltanto fatto il nostro dovere».

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