Nomine in Fiera di Pordenone: ora si muove la Corte dei conti

PORDENONE. Le nomine in Fiera finiscono sul tavolo del procuratore della Corte dei conti Maurizio Zappatori. Dopo i ricorsi annunciati al Tar da uno dei 44 candidati a ricoprire la posizione, ora si muove la magistratura contabile.
Non solo. Il Pdl (consiglieri Ribetti e Pedicini), che siede tra i banchi dell’opposizione, ha depositato una mozione con la quale impegna il sindaco e al giunta a rifondere le spese e i danni a quanti hanno partecipato al bando.
La procedura che ha portato ad affidare gli incarichi nuovamente ad Alvaro Cardin e Giorgio Zaia – consiglieri uscenti – sarà scandagliata dalla magistratura contabile che verificherà due presupposti. Il primo obiettivo è accertare se, nella scelta di affidare l’incarico a Cardin corrispondendo un compenso di 30 mila euro e ignorando quindi le proposte di candidati disponibili ad accettare l’incarico gratuitamente, si possa profilare o no un danno erariale per le casse del Comune. Il secondo impegno è la verifica della correttezza delle procedure nei confronti dei candidati esclusi.
E la vicenda continua ad animare il dibattito interno al municipio, tanto che il Pdl, dopo le due interrogazioni depositate nei giorni scorsi, ora si muove con una mozione. Nel testo si citano testualmente alcuni articoli del regolamento comunale. In particolare i consiglieri ricordano a sindaco e giunta che l’articolo 1 dice che i candidati «oltre a comprovate doti di preparazione ed esperienza – recita il comma 3 – diano garanzie di obiettività, competenze professionali e moralità pubblica». Dice anche (comma 4) che «Nelle nomine e delle designazioni dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende, società e istituzioni devono essere osservati, di norma, i principi della non cumulabilità degli incarichi, della promozione del ricambio generazionale e della garanzia di pari opportunità di genere».
I consiglieri impegnano il primo cittadino e la sua giunta «a rifondere le spese vive sostenute da chi ha inviato il curriculum , oltre alla somma di 50 euro cadauno, determinata a forfait, per il danno del tempo da essi perso per redigere il proprio curriculum, reperire la documentazione eventualmente allegata e spedire il medesimo».
Non solo. Chiedono che siano pubblicate sul sito internet del Comune le scuse dell’amministrazione «e il proprio impegno a seguire, in futuro, il regolamento per le nomine e a non creare aspettative che sono destinate a essere disattese tra i cittadini».
Si impegnano inoltre gli amministratori «a trasmettere alla procura della Repubblica di Portenone e della Corte dei Conti del Friuli Venezia Giulia apposito quesito volto a chiedere conferma della legittimità del comportamento tenuto dall’amministrazione e in particolar modo con riguardo all’assenza di una danno erariale nella conferma del nominato con compenso di 30 mila euro l’anno in luogo della scelta di eventuali candidati disposti ad accettare a somme inferiori». Su quest’ultimo fronte, però, la Corte si è già mossa di propria iniziativa per le verifiche del caso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








