«Nessuna azione anti-gay vogliono farsi pubblicità»

Scuola, la direttrice Beltrame replica alle organizzazioni degli omosessuali. «Ogni istituto è autonomo nel decidere i programmi su queste tematiche»

UDINE. «Nessun oscurantismo contro gli omosessuali». Così il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame, rispedisce al mittente le accuse mosse l’altro ieri dai vertici dell’Arcigay friulana. «Sono illazioni del tutto infondate – aggiunge –: qui si sta cercando di fare pubblicità sulla mia pelle, ma è meglio che inventino un altro modo perché stiamo parlando di una giornata che trova riscontro nei dettami della nostra Costituzione».

E il direttore dell’Usr, stupita dell’accusa, ricorda anche «di aver fatto inserire sul portale dell’Usr l’invito lanciato dal ministero dell’Istruzione circa le buone pratiche da attuare contro l’omofobia e il bullismo. Anzi – continua Beltrame – per le scuole è un dovere celebrare la giornata dell’omofobia».

D’altro canto, «non esistono obblighi da parte mia che mi impongano di diramare corsi di formazione, qualunque sia il contenuto – assicura il direttore dell’Usr – e tanto meno è necessario un mio intervento». Infatti, le scuole godono di una buona dose di autonomia che le lascia libere di scegliere gli argomenti da inserire nei Piani delle offerte formative, fino al punto, per esempio, di decidere quando lasciare i ragazzi a casa per un “ponte” senza aprire affatto l’istituto.

«Le scuole sono autonome – ribadisce Beltrame – e come tali possono decidere o meno di accogliere alcuni corsi. In tale ottica il mio contributo è del tutto marginale perché la decisione è in mano al Collegio docenti, spetta a loro recepire le iniziative nel Piano delle attività. Corsi, visite e quant’altro possono essere accolte anche mentre l’anno scolastico è già in corso, sebbene sia necessaria un minimo di programmazione».

La scintilla era scoccata giovedì, in occasione della presentazione della mostra organizzata negli spazi del teatro San Giorgio da Anà-Thema Teatro, insieme con i circoli Arcigay e Arcilesbica di Udine nonché con il del patrocinio del Comune.

«L’omofobia va trattata già nelle scuole – aveva detto Eva Dose, presidente di Arcilesbica Udine – ed è per questo che, grazie alla sensibilità di alcuni professori e di alcuni presidi, abbiamo ripreso a incontrare gli studenti in vari istituti superiori della regione. Dispiace però notare l’indifferenza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Daniela Beltrame, che non ha mai risposto alle nostre richieste e sollecitazioni. Il messaggio che leggiamo dietro a questa mancata comunicazione è una volontà a non riconoscere la nostra esistenza».

In effetti, nessuna scuola della città ha attivato quest’anno il progetto contro il bullismo omofobico “A scuola per conoscerci”, pensato dall’Arcigay di Trieste e diffuso poi in tutta la regione. E non va meglio in provincia dove soltanto l’istituto professionale D’Aronco ha dato l’ok al corso.

Argomenti:diritti civili

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