Dalle sedie al vino di classe per lanciare i Colli friulani

A San Giovanni prende forma il progetto dell’imprenditore Christian Bolzicco. Grazie a Internet i migliori prodotti nostrani pronti a sbarcare in Malesia e Cina

SAN GIOVANNI AL NATISONE. Ha lavorato intensamente nell’ultimo anno e il 5 maggio ha visto materializzarsi l’elegante negozio di pregiato vino che aveva in mente da almeno 7 anni. Sì, perché il 37enne Christian Bolzicco ha energia da vendere e la giusta dose di ambizione che lo hanno portato a concretizzare quello che lui stesso definisce «il sogno nel cassetto».

Ovvero valorizzare e rilanciare i migliori vini dei Colli friulani e sloveni (Brda) «in un’ottica di mercato globale attuando una seria strategia di pianificazione delle azioni commerciali e promozionali in modo da internazionalizzare l’intero mercato vitivinicolo della zona».

Obiettivo non facile per uno che è nato nel mondo dei mobili e che a 20 anni, dopo il servizio militare tra gli alpini a Tarviso, è entrato nell’azienda fondata nel 1980 dal padre Sergio, che per conto terzi e d’importanti ditte nazionali produceva sedie e arredamento per la casa. E che a partire dal 1994 ha maturato esperienze fondamentali per diventare imprenditore facendo la vera gavetta, da operaio a responsabile della parte commerciale dell’azienda paterna.

Tirocinio utilissimo per intraprendere l’entusiasmante avventura che lo ha portato a confrontarsi con i mercati nazionali ed europei con un “portafoglio” di 70 clienti disseminati tra Marche, Lazio, Lombardia e Piemonte, ma anche Germania e Svizzera. E ora che c’è la base - rappresentata dallo shop ChrissWine di San Giovanni - l’imprenditore friulano punta dritto ai mercati del futuro: quello di Kuala Lumpur in Malesia e dell’arrembante Cina. Ha vissuto sulla sua pelle le altalenanti sorti del Triangolo della sedia. E con fiuto ha saputo individuare un terreno vergine dove cominciare a differenziare la sue attività.

«Sì - conferma sorridente Bolzicco -, lo spartiacque è stato proprio l’arrivo dell’euro nel 2002. In una economia già scricchiolante, qual era quella del comparto della sedia, mi sono guardato intorno e ho deciso di diversificare. Non sono mancati dissensi familiari, ma credo che chi mi è vicino abbia capito che questo era un passo necessario. Senza abbandonare le origini e il lavoro svolto dai miei genitori, ho affiancato alla mia attività di imprenditore del mobile quella attuale. E i primi risultati sono incoraggianti. Con un modesto investimento ho avviato l’attività e se vanno in porto un paio di “colpi” mi ripagheranno del lavoro di questi anni. Come imprenditore sono rammaricato per il poco sostegno ricevuto dagli istituti di credito. Per non parlare della burocrazia che strangola l’Italia, ma anche il nostro operoso Friuli».

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