Bimba in coma per meningite acuta

GORIZIA. Un caso di meningite – definito estremamente grave – si è registrato nella scuola elementare di via Cipriani, nel rione di Sant’Anna, che ospita, oltre agli alunni della “Ungaretti”, anche alcune sezioni a tempo pieno della “Pecorini”.
Ad essere colpita è stata proprio una bambina delle prime classi di quest’ultimo istituto. Lunedì scorso la piccola è stata portata dai genitori al pronto soccorso del San Giovanni di Dio. La bimba accusava febbre elevata, forte mal di testa e vomito. I medici hanno ipotizzato una meningite batterica da meningococco e ne hanno disposto il trasferimento al Burlo Garofolo di Trieste per esami più approfonditi e un trattamento appropriato.
L’ipotesi diagnostica è stata confermata dai medici triestini che hanno accolto la bambina, in stato comatoso, nel reparto di terapia intensiva, con prognosi riservata. Il servizio di igiene pubblica della Ass Isontina si è immediatamente attivato per rassicurare i genitori degli alunni del plesso scolastico facendo scattare un’indagine epidemiologica e adottando le misure di chemioprofilassi (cioè il trattamento con antibiotici a scopo preventivo) per scongiurare i rischi di contagio.
Mercoledì sera si è tenuto nei locali della scuola un incontro in cui è stato fatto il punto della situazione e sono stati consegnati dei depliant informativi.
La profilassi. Le misure di profilassi hanno riguardato i cosiddetti “contatti stretti” della bimba, vale a dire una cinquantina di persone tra componenti del nucleo familiare, bambini e personale della scuola. In particolare è stata prescritta la terapia antibiotica a coloro che, durante la fase d’incubazione, avevano trascorso più di 4 ore in un giorno con la bimba. E quindi i familiari, gli alunni della classe frequentata dalla piccola, ma anche quelli della classe con la quale la bimba era andata in gita qualche giorno fa.
La malattia. La meningite meningococcica è causata da un batterio chiamato Neisseria meningitidis che, al microscopio, si riconosce per il suo aspetto caratteristico a forma di chicco di caffè. La malattia di manifesta soprattutto nella stagione tardo inverno-primaverile e la trasmissione dell’infezione è favorita dalle condizioni di sovraffollamento in ambienti chiusi.
Nella popolazione esiste un certo numero di persone nelle quali il meningococco vive naturalmente nella cavità nasali e orali. In condizioni particolari in cui le difese immunitarie sono abbassate, si scatena la malattia conclamata.
Basso rischio di contagio. Come il personale del servizio di igiene pubblica dell’Ass ha spiegato, il rischio di contagio è basso, e riguarda comunque soprattutto coloro che vivono in casa o dormono insieme alla bimba colpita. Il pericolo di ammalarsi per un “contatto stretto” è più alto nei primi sette giorni dopo la diagnosi, dopodiché decresce rapidamente.
La chemioprofilassi si propone l’obiettivo di ridurre al minimo il pericolo di malattia invasiva e di evitare ulteriori casi. Il rischio di trasmissione dell’infezione tramite oggetti contaminati dalla persona colpita è pressoché inesistente.
Pulizia nella scuola. Nei locali della scuola di via Cipriani non si sono resi necessari interventi di disinfezione ma soltanto una buona aerazione, con accurata pulizia delle superfici e degli arredi. Anche l’incontro di mercoledì sera si è svolto in un clima sereno, non contraddistinto quindi da inutili allarmismi, fatta salva ovviamente l’apprensione per le condizioni della bimba.
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