«Ora la politica dia delle risposte»

Alla luce dell’ottimo risultato raggiunto dalla manifestazione di protesta, ora non resta «che andare avanti». E’ l’impegno dei presidenti di Confcommercio e Confartigianato, Alberto Marchiori e Silvano Pascolo, i quali, spento il migliaio di fiaccole che hanno sfilato martedì sera, delineano le mosse future che hanno più di uno scopo: far comprendere alla politica, al governo, alle stesse associazioni nazionali, che la situazione ha raggiunto livelli di non sostenibilità e spingere con determinazione verso il cambiamento.
«Intanto - anticipa Marchiori - porteremo le firme che abbiamo raccolto alle nostre associazioni nazionali. I risultati si possono portare a casa purchè ci si sia da fare. E vaglieremo l’opportunità di chiedere il risarcimento dei danni a chi ci ha amministrato fino ad oggi: se è una strada percorribile, lo faremo».
Il feedback dagli associati è stato molto positivo. «Abbiamo ricevuto telefonate e messaggi da imprenditori che si dichiarano fieri di appartenere alla nostra associazione - prosegue Marchiori -. La manifestazione è riuscita e di questo devo ringraziare non solo chi vi ha partecipato ma anche il personale delle due associazioni che ha lavorato alla riuscita con una passione che è andata oltre al ruolo di dipendenti».
Politica grande assente... «Devo dire che non avevamo divulgato inviti mirati. Qualcuno ha ritenuto di dover essere presente, e penso a Sergio Bolzonello che ha partecipato e condiviso, e c’era; qualcun'altro ha pensato che non ne valesse la pena e altri ancora hanno giudicato opportuno non esserci. Il messaggio, comunque, è arrivato».
Il successo della manifestazione si traduce in impegno per le categorie a continuare ad esercitare pressing affinchè le cose cambino. «Lo faremo - aggiunge Silvano Pascolo -, terremo sotto pressione la classe politica cercando di avviare un dialogo finalizzato a fare in modo che quello che chiediamo possa essere attuato. Non si può operare senza la classe politica e in questo senso desideriamo lavorare insieme se la classe politica è disponibile, nei fatti concreti, a lavorare. Perché è di questo che hanno bisogno le nostre imprese».
Fianco a fianco imprenditori, liberi professionisti, anche lavoratori dipendenti. L’ha stupita? «No. Diamo luce alle imprese non significa richiamare l’attenzione solo su artigiani e commercianti ma anche su lavoratori autonomi e dipendenti. Il problema della ripresa economica è comune: se riparte l’impresa riparte anche il lavoro dipendente». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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