La Sinistra vuole Honsell: l’alleanza si compatti su lui

UDINE. È meglio Furio Honsell di Riccardo Illy. È meglio se il centrosinistra si stringe attorno al sindaco di Udine per proiettarlo al governo della Regione. È meglio se il Pd non celebra le primarie interne e casomai, se proprio deve, poi faccia anche quelle di coalizione. Perché? Per candidare Honsell. Esponenti di associazioni attive nel sociale, di sindacati e della Sinistra – Prc su tutti – insistono. Il miglior anti-Tondo è l’ex rettore, con cui il gruppo ha parlato – ricevendo in risposta un informale e sostanziale via libera – prima di avviare una raccolta di firme arrivata per ora a quota 54 e che continuerà.
E Honsell? Non parla. O meglio, ringrazia, loda il gruppo, ma lascia aperte tutte le porte. «Fino a fine mandato il mio impegno sarà totale e continuo al servizio di Udine», dice Honsell, rassicurando appena un po’ i dubbiosi. Perché la fine del mandato è il 2013 e coinciderà, a meno di ribaltoni, sia con le politiche sia con le regionali, anche se in quest’ultimo caso dovrebbe dimettersi da sindaco tre mesi e venti giorni prima della data fissata per le elezioni Fvg. Ma tre mesi prima della fine naturale il mandato da sindaco può davvero dirsi non finito? No, rispondono i maligni.
Di certo Honsell non parteciperà alle primarie interne al Pd, anche se aperte ai non iscritti. È Andrea Bellavite, ex prete, già candidato sindaco di Gorizia sconfitto da Ettore Romoli nel 2007 e quest’anno da Giuseppe Cingolani alle primarie del centrosinistra, a spiegare il motivo. «Perché non può essere il Pd a scegliere per l’intera coalizione. E comunque – aggiunge Bellavite – siamo contrari a qualunque accordo e decisione presa da pochi chiusi in una stanza».
Il sostegno al sindaco di Udine è sottoscritto anche da Marco Iob del Cevi – Centro di volontariato internazionale –, Abdou Faye della Cgil, Edgar Banja (Fiom), Michele Negro, segretario provinciale pordenonese di Prc e coordinatore voluto da Illy del gruppo che costituì la legge regionale di cittadinanza, Rossano Bibalo dei Verdi, che contribuì alla setsura del programma elettorale di Intesa Democratica, Iacopo Di Gaspero (Prc), Didier Manga, Massimo Peresson (Prc), ma anche dall’astrofisica Margherita Hack. «Nessuna altra persona più di Honsell riesce a essere sintesi.
Lo indichiamo – dicono i promotori dell’iniziativa – per competenza, intelligenza, capacità e funzione a livello regionale perché nessuno più di lui è conosciuto e stimato. Ha spesso saltato la mediazione dei partiti, è vero, e si è legato ai cittadini. È la persona giusta». È Bibalo a riconoscere sia una candidatura migliore rispetto a quella di Illy, corteggiato da alcuni democratici. «Per la capacità di ascolto e di mettere poi in pratica ciò che gli viene detto, sì – afferma Bibalo – è meglio di Illy che è troppo decisionista e avrebbe dovuto ascoltare di più i consigli dei partiti». Il gruppo ha anche un’idea di coalizione, che va da Prc all’Udc, passando da Idv, Verdi e Sel. «Dev’essere l’alleanza classica ampliata alle civiche e ai centristi – aggiunge Bellavite – e, ripeto, anche se maggioritario non può essere il Pd a scegliere per tutti».
Dal Pd nessuna reazione. I democratici hanno deciso che saranno celebrate le primarie interne, probabilmente aperte alle candidature anche di non iscritti, candidature che andranno presentate entro giugno per poi far scegliere agli elettori, sia iscritti sia non, a settembre. Una bozza delle regole sarà definita da un gruppo di “saggi” coordinato dal presidente dell’assemblea regionale del Pd, Tarcisio Barbo, che riunirà il gruppo in settimana. La bozza sarà poi rivista, corretta e votata dall’assemblea dei democratici. In campo ci sono contendenti diversi, da Sergio Bolzonello, che ha già detto d’essere pronto alle primarie, a Mauro Travanut, Gianfranco Moretton e Alessandro Maran, che attendono il regolamento.
Resta in bilico anche la segretaria regionale del Pd Debora Serracchiani, che non ha sciolto le riserve. Alcuni ripetono che sarà lei l’anti-Tondo e in quel caso le primarie salterebbero. I democratici hanno stabilito la consultazione interna per scegliere il candidato governatore convinti di poter arrivare a un unico e forte contendente del Pd, per evitare poi le primarie di coalizione. Il Pd ha già fatto sapere a Honsell che lui resta il candidato a sindaco di Udine. Lui non ha gradito. «Il mio impegno fino alla fine del mandato sarà totale e continuo al servizio delle cittadine e dei cittadini di Udine. Se sono arrabbiato – ha detto ieri Honsell – è contro il berlusconismo e il governo regionale che in questi quattro anni nei confronti di Udine ha bloccato l’accordo e i finanziamenti decisi dal governo Illy. E per i prossimi 5 anni il mio impegno sarà sempre volto a favore dell’unità del centrosinistra, come lo è stato quattro anni fa».
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